Il convegno della Casa della Libertà che si apre a Todi potrebbe segnare l’inizio della discussione sul dopo Berlusconi o almeno dare la misura se tra quanti l’attorniano vi è veramente una classe dirigente all’altezza di governare il Paese. Il tema non sarà facile da affrontare ma, secondo anticipazioni, nella relazione iniziale di Ferdinando Adornato si parlerebbe proprio di questo.
Dato quasi per scontato il ritorno alle urne nel breve–medio periodo, Adornato si interrogerebbe sulla presenza, nella coalizione di destra, delle necessaria risolutezza, unità e chiarezza di idee. Nella relazione Adornato punterebbe il dito su quanti stanno a fianco di Berlusconi, incapaci di creare un vero partito, perchè ancor oggi sembrano mancare compattezza della coalizione, credibilità del programma e affidabilità della classe dirigente.
Adornato, per sostenere le sue tesi, farebbe un parallelo tra il “Silvio nazionale” e Sarkozy, dietro cui c’è un partito grande e organizzato, una classe dirigente ben selezionata, una ‘nuova politica’ capace di parlare anche al campo avverso. Dietro Berlusconi regnerebbe attualmente invece un tasso assai alto di improvvisazione con un partito, Forza Italia, mai diventato tale. Ed è su questa mancata trasformazione che Adornato punta il dito, segnalando il pericolo che tutto si fondi e si esaurisca nel rapporto “leader – popolo”, sufficiente per vincere le elezioni. ma poi in difficoltà nel governare.
Forza Italia mancherebbe delle caratteristiche “perchè non si produce alcuna politica senza sedi di discussione collegiale e progettuale, senza certezza di diritto dell’azione dei singoli e dei gruppi, senza eleggere, sulla base di mozioni politiche, le classi dirigenti a tutti i livelli”. Anche il riferimento alla capacità di parlare alla parte avversa sembra una larvata ed indiretta critica al modo di far politica da parte di Berlusconi, un leader capace di galvanizzare i “suoi”, ma che per far questo va troppo spesso all’attacco frontale dell’avversario che, necessariamente “si arrocca” rendendo impossibile quel minimo di dialogo necessario per il progresso nella civile convivenza.
- Redazione
- 13 Luglio 2007








