Coldiretti, Cia e Confagricoltura dell'Umbria promuovono la riforma delle Comunità Montane ma indicano anche ulteriori necessità

Coldiretti, Cia e Confagricoltura dell’Umbria, per una volta all’unisono, esprimono un giudizio positivo sulla riforma approvata dal Consiglio Regionale relativa alla riorganizzazione delle Comunità Montane. “Un comparto fortemente “amministrato” come quello agricolo – si legge in una nota – necessita di un rapporto efficiente e trasparente con la pubblica amministrazione, indispensabile per aumentare la propria capacità competitiva ed evitare dispersione di risorse a discapito delle aziende e più in generale dell’intera collettività. La riduzione del numero delle Comunità Montane, che sicuramente produrrà un risparmio nella voce della spesa pubblica, va sicuramente in questa direzione. In tal senso – ribadiscono le organizzazioni agricole – l’abolizione del pagamento a favore delle Comunità Montane degli oneri istruttori dovuti dagli imprenditori agricoli e la garanzia di un’applicazione omogenea di numerose funzioni amministrative espletate dalle stesse Comunità, varate dalla recente riforma, non possono che essere favorevolmente accolte dal mondo agricolo umbro”.
“È stato compiuto – affermano Coldiretti, Cia e Confagricoltura – un primo passo in avanti, ma il rapporto tra pubblico e privato deve essere ulteriormente potenziato, anche attraverso una reale e concreta applicazione del principio della sussidiarietà orizzontale per dare compiutezza al già avviato progetto di riforma della pubblica amministrazione. Restano comunque alcuni chiarimenti da fare – concludono le tre organizzazioni agricole – come sull’esercizio dell’attività di impresa delle Comunità Montane, che dovranno essere esplicitati nell’applicazione della legge, attraverso una corretta e reale separazione di ruoli e di soggetti, per lo svolgimento dell’attività istituzionale e di quella aziendale”.

condividi su: