Coldiretti, Cia e Confagricoltura contestano un "modo di fare" che sta determinando forti differenze di prezzo sui cereali a svantaggio delle imprese agricole dell'Umbria

Coldiretti, Cia e Confagricoltura criticano compatte l’attuale sistema di formazione dei prezzi della Borsa Merci della Camera di Commercio di Perugia. Secondo le tre organizzazioni di categoria il modo di fare attuale “sta penalizzando fortemente il mondo della produzione agricola, con ripercussioni gravissime sul reddito delle imprese umbre”.
La denuncia è scattata perchè “in questo momento si stanno determinando sui cereali differenze di prezzo elevatissime tra Perugia e le altre piazze italiane, con pesanti ripercussioni a carico delle aziende agricole perugine che possono arrivare a perdite di reddito di centinaia di euro ad ettaro”.
Dopo aver sollecitato procedure trasparenti e in linea con le disposizioni di legge, che pongano fine ad un atteggiamento vessatorio da parte delle “Commissioni di Borsa”, Coldiretti Cia e Confagricoltura sottolineano come “la determinazione dei prezzi di listino deve essere supportata da adeguata istruttoria o, quanto meno, da accertamenti idonei a comprovare le determinazioni assunte in Commissione. Tutto ciò deve essere riscontrabile – concludo le tre organizzazioni sindacali – altrimenti è lecito pensare che le determinazioni finali rappresentino, in realtà, un prezzo imposto e non la risultanza delle ‘rilevazioni’ effettuate”.

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