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L'ex leader di Fiamma Tricolore accusa l'assessore Bertini di averlo "fregato" ma non accetta di uscire dalla vita politica tuderte con il "culo bagnato"

La turbolente vicenda che vede contrapposta la Fiamma Tricolore di Todi al suo rappresentante in Consiglio comunale conosce un ennesimo colpo di scena. Presa defintiva consapevolezza che il suo partito lo ha “scaricato”, Mario Epifani non si arrende e, pur con amarezza, rilancia: non si dimette più dal massimo consesso civico e sfida il direttivo della Fiamma a deferirlo alla commissione disciplinare.
Ecco il testo del comunicato diffuso poche ore fa…

“Non dovrebbe meravigliarmi, date le esperienze trascorse, ma credevo che, almeno noi, fossimo vaccinati contro il virus del potere. Invece non è proprio così. Caduta, ma non c’è mai stata, l’eventualità di una possibile contrapposizione istituzionale da parte mia verso il sindaco, a muovere i comportamenti di alcuni miei camerati, non è stato assolutamente un distacco nei rapporti (ai quali vengo richiamato) tra il loro consigliere e la comunità missina. Oggi, disapprovano le mie dichiarazioni che ieri hanno condiviso ed avallato. Nessun documento è mai uscito senza essere stato portato a conoscenza, perfino, di ogni singolo iscritto. Qualcuno mi ha fatto lanciare il sasso per poi lasciarmi nella “cacca”. Mi sono fatto fregare.
Certe vicende non dovrebbero sconvolgermi più di tanto, però! Appena si è presentato lo spauracchio che tutto saltasse e quindi anche la possibilità di occupare qualche misero posto di potere, si è scatenato il putiferio. E’ ipocrita la preoccupazione di certi camerati che l’amministrazione di centrodestra possa saltare per volontà mia ed è quindi incomprensibile la loro reazione che, invece di essere di sostegno, è stata promotrice di richiami e minacce che si fanno ai ragazzini dell’asilo.
Mario Epifani è stato alla scuola dell’impegno politico e l’ha frequentata per ben 53 anni. Mario Epifani non ha nulla da rimproverarsi e sbaglia chi crede che una sua eventuale uscita dal quadro politico tuderte, possa avvenire con il “culo bagnato”. Quando deciderò cosa farò da grande, qualcuno, con la sua miopia politica, resterà un adolescente. Comunque vada, il seggio in consiglio comunale non me lo può togliere nessuno e non si può negare che me lo sia guadagnato. Siederò dirimpetto al camerata Bertini e vedremo chi abbasserà lo sguardo quando ci guarderemo in faccia.
Mario Epifani, a fronte degli ingiustificati attacchi, anche di amici camerati sui quali ha potuto sempre contare ed ora non più, risponde che quando se ne andrà lo farà a testa alta, senza sbandamenti rispetto agli impegni morali e politici assunti verso chi ha votato per lui, per Fiamma e per il centrodestra. Se poi qualcuno è disposto, per compiacimento o per paventate deluse aspettative, ad accettare passivamente che si possa impunemente ingiuriare Epifani e gli aderenti di Fiamma Tricolore, allora smetta di parlare di dignità della nostra comunità missina, di Onore e Fedeltà e di sbandierare che siamo diversi e migliori.
Abbiamo buttato alle ortiche una storica vittoria della Fiamma Tricolore a Todi, ma io resto al mio posto: consigliere comunale di Fiamma e della compagine che amministra la città. Dal mio amico Bruno Bertini aspetto soltanto che mi deferisca alla commissione disciplinare del Partito per capire di che cosa vengo accusato.
Non c’è mai fine alle esperienze della vita, ma non avrei mai creduto a questo finale dei rapporti miei con Bertini e con tanti camerati. Sono un combattente ed ho ancora vitalità da gettare sul campo di battaglia”.

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