Se quanto hanno scoperto a Milano avrà un seguito, non sarà più possibile riconoscere un ciclista “dopato” da uno genuino e diventerà impossibile dare un giudizio sulle vittorie di questo o quell’atleta, a meno che subito dopo questo non si senta male per la troppa fatica sopportata ma non sentita.
Basta una scossa elettrica nel punto giusto del cervello per sconfiggere la fatica. La scoperta è di un gruppo di ricerca dell’Università degli studi di Milano, guidato da Alberto Priori e verrà pubblicata sulla rivista ‘European Journal of Neurosciencè’.
Gli studiosi hanno messo a punto una tecnica non invasiva e indolore che prevede l’applicazione sul cuoio capelluto di elettrodi che per pochi minuti stimolano il cervello con correnti elettriche dirette a bassissima intensità. Si tratta di scosse non percepibili e senza effetti collaterali che ‘ricaricano le batterie’ del cervello.
I ricercatori, durante gli esperimenti condotti nei laboratori della fondazione Irccs Policlinico di Milano, hanno dimostrato come questo metodo di stimolazione cerebrale provochi nelle persone sane un incremento della resistenza allo sforzo prolungato. La scoperta potrebbe avere anche risvolti pratici in tempi brevi per il mondo dello sport: l’equipe dell’ateneo milanese ha infatti depositato domanda di brevetto internazionale, per sviluppare nuove apparecchiature in grado di integrare le tradizionali tecniche di allenamento per gli atleti professionisti e per gli amanti del fitness, ma anche per combattere la fatica nelle malattie.
- Redazione
- 1 Agosto 2007






