L’Amministrazione Ruggiano risponde alle accuse che gli sono state mosse nei giorni scorsi dal centrosinistra sulla vicenda del concorso alla farmacia comunale e della distribuzione dei kit per il risparmio energetico.
In relazione al concorso, il sindaco ha ricostruito tutto l’iter ribadendo che tutto si è svolto con la massima regolarità. “Per quel posto c’era finora un contratto a progetto – ha spiegato il primo cittadino – che noi abbiamo ritenuto concluso, preferendo l’indizione di un concorso pubblico per la copertura a tempo determinato della nuova esigenza venutasi a creare a seguito dell’aspettativa per sei mesi chiesta da una dipendente: in questo modo abbiamo messo in concorrenza più soggetti (sei per la precisione) piuttosto che affidare l’incarico direttamente come Amministrazione”.
Ruggiano respinge pure le insinuazioni sulla commissione d’esame: “Abbiamo evitato di inserire assessori o politici, prevedendo la presenza del segretario comunale, in rappresentanza dell’ente, della direttrice della farmacia, che dovrà poi materialmente usufruire della risorsa, e di un rappresentante nominato dall’Ordine dei farmacisti”.
Poche parole in merito al volantino anonimo circolato sulla vicenda. “Tengo solo a chiarire – ha spiegato il sindaco – che le cifre circolate in merito alla retribuzione della segretaria comunale, Francesca Vichi, non sono assolutamente veritiere, anche perchè non abbiamo stornato sulla sua persona il compenso di circa 100 mila euro annui risparmiati con l’eliminazione della figura di direttore generale occupata in precedenza da Giannetto Serafini” (subito dopo nominato dalla Regione alla presidenza del Parco Agroalimentare di Pantalla, ndr).
A replicare sulla polemica del kit “doppio risparmio” ha pensato invece all’assessore Bruno Bertini, il quale ha definito le accuse del centrosinistra del tutto pretestuose. “Al momento dell’insediamento – ha spiegato – abbiamo trovato in giacenza quasi tutti i 14.000 kit che dovevano essere distribuiti ai cittadini. Per fronteggiare tale stato di cose ci si è attivati innanzitutto per spostare dal 31 luglio al 30 settembre la scadenza della campagna e, subito dopo, per organizzare una distribuzione capillare nelle frazioni”.
L’accusa rivolta è però tutta incentrata sul fatto che per l’operazione il Comune si sarebbe avvalso di persone appartenenti ai partiti del centrodestra? “Abbiamo coinvolto dei volontari, i quali hanno coadiuvato alla consegna in occasione degli incontri degli amministratori nelle frazioni, facendosi carico anche della distribuzione in altri paesi. Ciò è avvenuto dopo aver assunto presso l’ufficio anagrafe i numeri dei capofamiglia per ciascuna località e comunque facendo firmare apposite ricevute, con la restituzione dei kit non consegnati”. Perchè non avete utilizzato i dipendenti comunali? “Per non gravare con le ore di straordinario necessarie – ha risposto Bertini – sui conti dell’ente pubblico”.
Parlando di “falsa polemica”, l’assessore ha sottolineato anche come l’operazione, più che nel suo valore economico del kit, vada vista nell’ottica di una sensibilizzazione della popolazione, azione che da settembre sarà supportata anche da incontri nelle scuole. “La sostanza – è intervenuto il sindaco – è che noi, a differenza della precedente Giunta, abbiamo provveduto a consegnare i kit ai cittadini”.
Le risposte dell’Amministrazione in carica non pongono però fine allo scontro. Anzi. Con un nuovo documento, infatti, il gruppo consiliare dell’Ulivo torna all’attacco parlando di “gaffes, incertezze e ‘improbabili’ atti amministrativi, con comportamenti che risultano non conformi alle disposizioni di legge, con il preoccupante ed assordante silenzio di chi sarebbe preposto nell’ente a garantire ‘legalità’ ed ‘imparzialità’ (il riferimento è probabilmente per la segretaria comunale dottoressa Vichi, ndr)”.
Dopo aver ribadito tutte le proprie perplessità sulla questione dei kit e del concorso, i consiglieri comunali dell’Ulivo aprono dei nuovi fronti. “A che titolo – domandano in una nuova interpellanza – tre cittadini di Todi, con funzioni di addetti stampa, utilizzano mezzi, stampanti, telefoni, computer, fotocopiatrici del Comune di Todi da metà giugno non esistendo alcun atto amministrativo specifico che li autorizza?”.
E poi ancora: “A proposito dei New Trolls e della diffida pervenuta in quanto il concerto reclamizzato è un “falso”, cosa intende fare il Comune nei confronti dell’Associazione Commercianti? Ha provveduto a chiedere chiarimenti al Presidente Prosperi? E’ vero che ha prelevato i fondi dal “fondo di riserva” del bilancio 2007, a cinque mesi dalla conclusione dell’esercizio finanziario, di fatto svuotandolo?”.
Nonostante gli estensori del documento dimostrino di avere molte informazioni, il comunicato si chiude con un’ulteriore sollecitazione al sindaco e alla dottoressa Vichi: “Stiamo attendendo che gli uffici comunali consegnino la documentazione richiesta, non capiamo gli indugi… Perchè tanta resistenza a farci vedere gli atti?”.






