A Pian di Porto di Todi, per una estensione pari a dieci chilometri di diametro, per le insegne pubblicitarie non sono più consentiti fasci di luce, quali fari, fari laser o altri tipi di richiami luminosi che proiettino la luce verso il cielo.
Per tale località del tuderte, così come per tutte le altre che ospitano uno degli undici osservatori astronomici umbri, la Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Ambiente Lamberto Bottini, ha approvato la delibera che definisce, con le relative tavole cartografiche, le zone di “particolare protezione” dall’inquinamento luminoso.
Ciò ha lo scopo di impedire che l’osservazione e lo studio delle stelle e dei corpi celesti siano disturbati dalle luci di città e centri abitati.
- Redazione
- 10 Agosto 2007











