Secondo un istituto del CNR ci sono comunque ampi margini di miglioramento

Una simulazione compiuta dall’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (Ivalsa) del Cnr di Firenze “ha confermato che il recupero dei residui di potatura ha un prezzo ancora elevato, tra i 6 e i 12 euro per quintale“. I cantieri studiati, comunque, offrono ampi margini di miglioramento. In particolare “sarà necessario razionalizzare la movimentazione di balle e sacchi, magari ricorrendo all’automazione, come già in altri settori”.
In teoria i vigneti distribuiti sul territorio nazionale potrebbero restituire circa 3 milioni di tonnellate di biomassa da destinare alla produzione di calore o elettricità, contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente. Per gli addetti ai lavori, attualmente, la gestione di questo materiale costituisce più’ che altro un problema di smaltimento e un costo. “Per ottenere il massimo vantaggio, in termini sia economici sia ecologici sarebbe però necessario organizzare efficienti cantieri di raccolta.
In questa direzione l’Ivalsa ha iniziato la sperimentazione in campo di macchinari, in particolare imballatrici e trinciacaricatrici, le due principali tipologie”. Le prime consentono di raccogliere i sarmenti in balle di forma e dimensioni omogenee, sfruttando al meglio la capacità di carico dei mezzi di trasporto. Le trinciacaricatrici tagliuzzano i legnetti producendo un materiale inferiore ai 5 cm, che può essere movimentato più agevolmente rispetto alle balle.

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