Prove di "anatra zoppa" alla terza riunione del massimo consesso civico; il sindaco non ci sta, "schiaffeggia" l'opposizione ("non è in crisi, è propria morta") e si dice pronto a rimettere il mandato per dare la parola di nuovo agli elettori
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Risultati concreti: zero. Materiale su cui discutere: un’infinità. E’ l’essenza dell’ultimo Consiglio comunale di Todi, il terzo dell’era Ruggiano, il cui ordine del giorno, composto da nove punti definiti “tecnici”, sembrava non dovesse dar adito ad una nuova battaglia campale fra centrodestra e centrosinistra.
L’elemento scatenante dell’ultimo scontro, consumato appunto lunedì sera nei palazzi comunali, è venuto dalla decisione dei consiglieri dell’Ulivo, maturata definitivamente in mattinata, di non prendere parte alla riunione, con la chiara volontà di far mancare il numero legale. Una decisione (quasi una prova generale di “anatra zoppa”) cui si è accodato anche il consigliere dello Sdi Fabrizio Alvi, ma non il presidente socialista del Consiglio Floriano Pizzichini e neppure il consigliere di Rifondazione comunista Andrea Caprini.  Una situazione da “ordine sparso” che ha dato il là al sindaco Antonino Ruggiano per dire che “a Todi il centrosinistra non è in crisi, è proprio morto”.
Ma andiamo con ordine. Alle 18.22 la seduta viene aperta: dodici i presenti, ovvero tutti i nove consiglieri del centrodestra più il sindaco e, come già detto, Pizzichini e Caprini. Giunta comunale quasi al completo, con Primieri unico assente. Una trentina i cittadini accorsi a seguire lo “spettacolo”. L’inizio è blando con le comunicazioni del presidente (l’uscita di Giorgi dall’Ulivo per costituire il gruppo misto) e la risposta all’interrogazione sul decoro di alcune parti della città posta tempo indietro da Epifani, il quale si dichiara soddisfatto.
Tutti già sanno, però, che più in là non si andrà. Caprini, infatti, prende la parola e chiede di anticipare il punto 9 (riferito alla nuova zona industriale) per rinviarne la discussione al prossimo Consiglio comunale in programma per il 3 settembre. Il consigliere di Rifondazione, dopo aver esordito dicendo di non sapere i motivi che hanno indotto i suoi colleghi di schieramento a disertare l’aula, si rammarica per la convocazione in pieno agosto, soprattutto perchè l’accordo raggiunto in sede di conferenza dei capogruppo era stato diverso. Caprini in pratica, pur riconoscendo che il punto 9 è una semplice presa d’atto tecnica, ritiene che sul tema, oggetto di scontri durissimi in campagna elettorale, si debba svolgere un dibattito politico che costringa Ruggiano a riconoscere la bontà delle scelte effettuate dalla precedente Amministrazione del centrosinistra.
All’analisi del consigliere di Rifondazione replica il capogruppo di Forza Italia Renzo Boschi, il quale si dice rammaricato dalla defezione del centrosinistra e dalla supponenza con il quale pretende di dire cosa va fatto e cosa no. “I cittadini ci hanno eletto per lavorare per il bene di Todi – ha sottolineato Boschi – mentre qui c’è chi fa di tutto per impedirlo, venendo meno al mandato popolare che gli è stato conferito”. L’esponente di Forza Italia ha poi ricordato come i nove punti fossero stati concordati in sede di conferenza dei capigruppo, escludendone altri due “politici” proprio per venire incontro alle richieste del centrosinistra.
Boschi ha anzi aperto una polemica con il capogruppo dell’Ulivo Cappelletti, il quale avrebbe sostenuto in quella sede che in ogni caso mai avrebbe votato gli indirizzi per le nomine negli enti se prima il sindaco non chiarirà la sua posizione in merito alla denuncia presentata dal consigliere della Fiamma Epifani nei confronti dell’Etab. “E’ un atteggiamento incomprensibile e sbagliato – ha concluso Boschi – che sta mettendo il centrosinistra in brache di tela e che ci vuole defraudare della possibilità di governare: a questo punto sono pronto a tornare a votare per far esprimere la città su tale modo di fare”.
Sulla stessa linea il successivo intervento di Serafini (Udc), il quale ha rimarcato come in tal modo il centrosinistra disattende alle legittime aspettative dei cittadini e strumentalizzi qualsiasi questione. Il consigliere ha poi ricordato come oltre a quello sui criteri di indirizzo per le nomine degli enti, Cappelletti abbia chiesto ed ottenuto di non inserire neppure il punto sul rinnovo della commissione edilizia, organismo che – ha attaccato Serafini – “è abusivo ed illegittimo da tre anni”. La parola è quindi passata ad Epifani, il quale si è limitato a dire come disertando il Consiglio comunale sia stata mancata la parola data in sede di conferenza dei capogruppo e venuti meno ad un impegno con i tuderti in generale e con quelli toccati dagli altri otto punti all’ordine del giorno in particolare.
Poco dopo le 19, come in una “corrida” che vede scendere nell’arena il “torero” dopo che già altri hanno scaldato il pubblico, è entrato in scena il sindaco Ruggiano cui spettava evidentemente di “matare” l’avversario. Il primo cittadino lo ha fatto sistematicamente senza pietà, partendo proprio dall’assunto che “il centrosinistra a Todi non è in crisi, è proprio morto”.
Ruggiano ha ricordato come in più di due mesi il Consiglio comunale non abbia prodotto nulla proprio perchè “il centrosinistra rifiuta sistematicamente il confronto in aula”, portando a riprova l’abbandono del Consiglio anche nella seduta precedente quando si trattava di discutere dei criteri per la nomina negli enti. “Abbiamo riproposto – ha detto il sindaco – lo stesso identico testo predisposto dall’Amministrazione Marini ed approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di allora, ma neppure questo è bastato”.
In un crescendo continuo Ruggiano ha attaccato il centrosinistra sulla non volontà di rinnovare la commissione edilizia, ribadendo che da tre anni è un organismo illegittimo e abusivo: “non voglio pensare male per forza – ha commentato – ma comincio a sospettare che vi possano essere dei motivi precisi”. Ha poi parlato di comportamenti da “vigliacchini”, tipici di chi non è in grado di motivare pubblicamente le proprie scelte e si “dà alla fuga” e si “vergogna di metterci la faccia”.
A proposito della convocazione agostana, il sindaco è ricorso ancora una volta a frasi ad effetto: “Sarà pure il 20 agosto – ha detto – ma oggi c’è chi ha dovuto pagare ugualmente l’iva e le tasse e chi si è alzato presto per andare a lavorare, ci sono persone che aspettano che il Consiglio comunale prenda delle decisioni per poter realizzare qualcosa, aprire una fabbrica, creare posti di lavoro, altro che ferie!”.
Ruggiano, come aveva già fatto prima anche Boschi, ha quindi respinto l’immagine di sprovveduti della politica che il centrosinistra vorrebbe affibbiare alla sua Amministrazione, sfidando lo schieramento avverso a presentarsi al prossimo Consiglio comunale per dibattere dei problemi della città, a partire dal rapporto di gestione del servizio dei rifiuti. “Siamo disposti a ragionare e a discutere – ha continuato il sindaco – sfidandoli su scelte che proponiamo di fare nel bene superiore della città e non seguendo i loro vecchi metodi di parte: è questo nostro approccio che li mette in difficoltà”.
La conclusione dell’arringa è stata degna di tanta premessa. “Visti i comportamenti inizio a dubitare di una scarsa moralità personale dei consiglieri del centrosinistra”, è andato giù duro Ruggiano, il quale si è detto pronto a riconsegnare il mandato per tornare alle elezioni. “Bisognerà vedere chi potrà ripresentarsi a testa alta”, ha proseguito, nominando ad uno ad uno i consiglieri assenti del centrosinistra e riservando una staffilata particolare a Servoli: “aveva detto che sarebbe stato qui a dare il suo contributo punto per punto e infatti non c’è, davvero un bel buongiorno”.
Dopo il duro sfogo del sindaco è intervenuto nuovamente Andrea Caprini, sia per recriminare su alcune espressioni del primo cittadino, sia per ribadire i motivi della sua richiesta (“se si vuole collaborazione – ha detto il consigliere di Rifondazione – ci si deve comportare correttamente”). Dopo un’ulteriore precisazione di Boschi si è passati al voto sulla mozione di Caprini: 10 i contrari e 2 i favorevoli, Pizzichini e lo stesso Caprini, i quali hanno a quel punto abbandonato l’aula. Il Consiglio era stato nel frattempo sospeso per qualche minuto, ma alla ripresa non si è potuto far altro che constatare la mancanza del numero legale.
Le reazioni delle prossime ore e dei prossimi giorni diranno a chi ha giovato di più, politicamente parlando, questo Consiglio comunale. La sensazione è che per ora lo “schiaffo” lo abbia rimediato ancora una volta il centrosinistra, il quale pensava probabilmente di darlo ma che neppure stavolta è riuscito a trovare un atteggiamento unitario.
Fatte salve le persone che erano effettivamente in vacanza o impossibilitate realmente ad intervenire, vale forse il vecchio adagio popolare che “chi è assente ha sempre torto”.

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