La denuncia arriva dal consigliere regionale Tracchegiani che sollecita una più attenta gestione dell'area naturalistica

I cinghiali, croce e delizia delle zone di montagna, questa volta rischiano di averla fatta grossa, invadendo anche l’oasi naturalistica di Colfiorito di Foligno.
A sollecitare una più attenta gestione
della importante risorsa ambientale, è il consigliere regionale Aldo Tracchegiani (Destra), che denuncia le scorribande notturne di cinghiali, “che negli ultimi tempi si sono riprodotti a dismisura all’interno del parco e che vivono stabilmente nella padule e all’imbrunire si muovono verso le zone di pastura attraversando il tratto rettilineo della statale, creando anche seri problemi ai malcapitati automobilisti  per la inevitabile collisione”.
Anche la proliferazione incontrollata della canna palustre sta mettendo a dura prova la sopravvivenza della Palude di Colfiorito che proprio in questi giorni, fino al 26 agosto, con la Sagra della patata rossa mette in vetrina le bellezze naturalistiche, il suo museo con i reperti dell’epoca romana e i suoi prodotti agricoli tipici”.
Oggi, aggiunge Tracchegiani, “anche il tarabuso, trampoliere, la cui protezione come specie in sofferenza numerica giustificò l’istituzione della Zps (zona di protezione speciale), potrebbe correre dei seri rischi di sopravvivenza a causa del mancato controllo delle popolazioni di ungulati”.
Per risolvere radicalmente i problemi ambientali di Colfiorito, Tracchegiani sollecita “le Comunità Montane, o chi per loro sta redigendo i piani di gestione, ad affrontare in maniera seria la questione tenendo conto che la Comunità europea per i progetti di riqualificazione delle aree Natura 2000 ha messo a disposizione 2 miliardi di euro, da erogare sulla base di progetti credibili”.

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