Nel primo semestre di quest'anno le richieste sono aumentate nella regione di 400 unità

Con un incremento nel primo semestre di quest’anno di oltre 400 richieste, rispetto al primo semestre 2006, le agevolazioni fiscali stanno spingendo anche in Umbria le ristrutturazioni di abitazioni private.
L’accelerazione è significativa, in quanto tra il primo semestre 2005 e quello del 2006 l’incremento era stato di solo 99 richieste.
Complessivamente in Italia il ricorso agli incentivi sta prendendo sempre più piede, con una conseguente emersione di reddito delle imprese impegnate nei lavori.
Nei primi 6 mesi di quest’anno, infatti, le domande pervenute al fisco per le così dette ‘ristrutturazioni agevolate’, hanno toccato cifra 206.647, contro le 158.224 del primo semestre 2006: cioè il 30,6% in più.
A guidare la classifica delle richieste di benefici fiscali alle ristrutturazioni di case è – secondo i dati pervenuti all’Agenzia delle Entrate – la Lombardia, con 48.612 domande di ristrutturazioni agevolate e con un aumento del 34% rispetto all’anno precedente (36.302) e di quasi il 35% sul 2005 (36.130).
Seconda è l’Emilia Romagna, con 35.440 dichiarazioni inviate, che è anche la regione con uno degli incrementi più alti, ovvero il 41% sul 2006 e quasi il 48% sul 2005. Al terzo posto il Veneto (25.148), con un aumenti, sul 2006 e sul 2005, rispettivamente del 28 e del 39%.
Seguono Piemonte e Toscana (17.337 e 12.534), in crescita del 28 e del 24% la prima, e del 25 e 30% la seconda.
Tutte le altre regioni presentano grosso modo, in proporzione, lo stesso trend. La regione che maggiormente ha visto crescere il numero di richieste di agevolazioni fiscali per ristrutturazione immobiliare è stata, in termini percentuali, la Sardegna, con il 42% sul 2006 e oltre il 64% sul 2005.
Analizzando i risultati di giugno, ovvero l’ultimo mese di rilevazione, i numeri presentano, in realtà, una leggera flessione rispetto a maggio (-0,81%).
La diminuzione, benchè minima – osserva Fiscooggi.it – «rispecchia una stasi, dovuta anche al periodo delle vacanze, e comunque, vista la rincorsa senza soste da gennaio a maggio, complice un inverno mite, era ipotizzabile – prima o poi – che il dato rallentasse il ritmo di crescita».
La classifica regionale relativa al mese di giugno, in valori assoluti, vede comunque sempre in testa la Lombardia, seguita dall’Emilia Romagna, dal Veneto e dal Piemonte. Il Lazio, al quinto posto, supera, rispetto al mese precedente, la Toscana, mentre il centro-classifica non evidenzia particolari scostamenti.
Fanalino di coda è, questa volta, il Molise, che dà il cambio alla Basilicata penultima. È da rilevare che gli incrementi più significativi si sono registrati, in gran parte, nelle regioni territorialmente più piccole che, presumibilmente, ospitano un numero di abitazioni inferiore a quello delle regioni con superfici più estese.

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