Luca Pipistrelli, a nome del costituendo Movimento Riformisti e Riformatori di Todi, vede nel PD ancora molti punti oscuri e per questo rimarrà alla finestra ad aspettare le prossime mosse

A Todi oggi è il giorno del Partito Democratico, con lo svolgimento dell’assemblea pubblica per la sua costituzione. Un appuntamento politicamente importante verso cui in tanti guardano con interesse o con semplice attenzione. Nel flusso di commenti e prese di posizione, si registra anche il “biglietto d’auguri” di Luca Pipistrelli, firmato a nome del costituendo Movimento Riformisti e Riformatori di Todi.

“E’ innegabile – scrive Pipistrelli – che la nascita del PD, comunque la si pensi, sia sullo scenario politico nazionale e locale, del centrosinistra in particolare, la novità che tanti attendono, alcuni con grande speranza ed altri forse più tiepidamente con circospezione e curiosità. Ma è un fatto certo che la chiusura di tre partiti storici e la nascita sulle loro ceneri di un nuovo soggetto politico con i “traumi” e contrasti ovvi ed in fondo giustificabili, non sia certo cosa di tutti i giorni.
I principi enunciati alla base della costituzione del PD, la forte direzione impressa con la stessa nel tentativo di semplificare il quadro politico rafforzando al contempo la direzione ormai irrinunciabile del rafforzamento di un sistema bipolare, la possibilità infine di dare corpo ad una casa politica comune ai tanti cittadini che auspicano la presenza sullo scenario di un soggetto di governo realmente innovatore moderato e riformista, possono giustificare un tale pegno da pagare.
L’occasione data dal momento democratico costituito dal voto fissato per il 14 ottobre impone un ragionamento sulla opportunità che si tanti contribuiscano da sinceri democratici al successo di tale iniziativa mai sperimentata in questi termini nel nostro Paese, che può rappresentare un primo tassello sulla strada della costruzione di un centrosinistra vincente nel suo complesso.
Personalmente – scrive Pipistrelli – trovo nel nuovo soggetto ancora molti punti oscuri non chiaramente affrontati, ostativi ad una possibile adesione diretta: il primo rimane quello della sua collocazione nello scenario politico internazionale (PSE si o no?) e il ‘dipende’ non appare una risposta appropriata. Il secondo è che dopo la fase della enunciazione dei principi fondanti, anche condivisibili, e la fase delle candidature nazionali e regionali, si passi al più presto alla fase in cui si dimostri la vera disponibilità alla partecipazione democratica degli iscritti, dei cittadini, delle associazioni alla vita politica“.
“Per quanto ci riguarda – conclude Pipistrelli, passando forse non a caso dall’io al noi – fondamentale sarà prestare grande attenzione a quello che succederà in tal senso a livello provinciale e soprattutto locale, quando si dovrà passare dalla enunciazione dei principi alle azioni concrete. L’individuazione del gruppo dirigente (speriamo innovato non necessariamente soltanto anagraficamente), il peso che le associazioni e i cittadini potranno avere con l’introduzione di sistemi di partecipazione democratica veramente incidenti nelle scelte e nella costituzione delle linee di indirizzo.
Condizioni essenziali queste – conclude Pipistrelli – per tante forze del centrosinistra troppo autoreferenziali in passato, al fine di ritrovare quel feeling con i cittadini troppo spesso perduto, rappresentandone al meglio politicamente i bisogni senza con questo scendere nel fenomeno, sempre presente dietro l’angolo al quale tanti sono tentati di cedere, ovvero quello dell’assecondare la piazza”.

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