La Confesercenti dell’Umbria ha promosso un’iniziativa che prevede, da parte delle attività commerciali che aderiranno, uno sconto sui prodotti nella quarta settimana del mese, per far fronte al caro prezzi.
L’annuncio è stato dato dal presidente regionale, Sandro Gulino, nel corso di una conferenza stampa congiunta con i rappresentanti delle associazioni dei consumatori (Federconsumatori, Confconsumatori, Adoc, Adiconsum, Lega Consumatori e Movimento Consumatori). Gli esercizi aderenti all’iniziativa saranno riconoscibili grazie all’esposizione di un logo. Per quanto riguarda, invece, la percentuale di sconto sui prodotti la Confesercenti fa sapere che “sarà definita meglio nelle prossime settimane, dopo un confronto con i comitati locali.
Un progetto che per Gulino “è il punto di partenza di un percorso intrapreso con le associazioni dei consumatori per lanciare proposte concrete e non fare rimanere la questione dei prezzi solo un grido d’allarme”. Un grido di allarme però la Confesercenti lo lancia relativamente all’annuncio di Coop Centro Italia con il quale si conferma l’ampliamento del centro commerciale di Collestrada da 12.000 a 18.000 metri quadrati, utilizzando le “formule” previste dalla legge regionale e che la Confesercenti aveva da subito contestato.
L’associazione degli esercenti fa notare che “già prima della revisione la presenza della grande distribuzione in Umbria era tra le più elevate d’Italia. Ora, con questa operazione e con altre che seguiranno, l’Umbria diventa la seconda regione d’Italia (dopo il Veneto) per presenza di grandi centri commerciali. Da una parte a tutti i tavoli di concertazione, l’amministrazione regionale dichiara che vanno salvaguardate le peculiarità dell’Umbria e con essa le piccole e medie imprese, dall’altra si da modo alla grande distribuzione di “accaparrarsi” quasi tutte le quote di mercato.”
“L’opinione pubblica non deve farsi ingannare – dice la Confesercenti – dai numeri ad effetto che vengono dichiarati dalla grande distribuzione perché, se è vero che questa crea occupazione, è vero anche che come conseguenza al suo proliferare ci sono decine e decine di piccoli negozi che vengono costretti a chiudere, mettendo in crisi intere famiglie e svuotando i centri storici già in grossa crisi di identità”.
- Redazione
- 15 Settembre 2007








