La prestigiosa struttura espositiva riapre sotto l'insegna “Todi Eventi”: i programmi per il rilancio della struttura espositiva

Per il palazzo del Vignola è iniziato un nuovo corso che tutta Todi si augura possa essere quello dell’effettivo rilancio. La prestigiosa struttura espositiva, riaperta nel 1993 undici anni dopo il tragico rogo ed il successivo intervento di restauro, è stata infatti caratterizzata finora da gestioni poco felici che non sono riuscite mai a sfruttare appieno le sue reali potenzialità, mortificando le aspettative in chiave culturale e turistica della città.
Da sei mesi (il contratto è datato febbraio 2007) la situazione è stata presa in mano dalla società “Todi Eventi” costituita appositamente da Geo Tenneroni e Paolo Silvestri. Il rapporto con la Curia, soggetto proprietario dell’antico complesso immobiliare, è stato intavolato all’insegna della massima collaborazione reciproca, sia in virtù della pregressa responsabilità fiduciaria avuta a lungo sul palazzo da Tenneroni, sia per poter ricreare migliori presupposti di funzionamento.
Configurata giuridicamente come un’agenzia di affari, “Todi Eventi” si è mossa inizialmente con cautela, preferendo ai grandi proclami una preliminare manutenzione ordinaria e straordinaria e la totale messa in sicurezza della struttura, della quale si sono volute studiare meglio anche tutte le potenzialità prima di presentare pubblicamente il proprio programma operativo.
In realtà durante questo periodo preliminare il palazzo è stato comunque fruibile, ospitando una decina di iniziative che hanno permesso di rodare l’organizzazione e di avviare alcuni proficui contatti (come quelli con alcune Università americane per lo svolgimento di stage estivi). Fra le scelte strategiche della nuova gestione ci sono quelle di assicurare l’apertura materiale del palazzo (e quindi la sua visitabilità) tutto l’anno, di sviluppare sinergie ed integrazioni con altri soggetti operanti nel comparto e di non limitarsi ad ospitare manifestazioni espositive, arrivando a sfruttare la vocazione del Vignola anche come location per eventi privati.
Un settore sul quale si vuole puntare molto è quello della convegnistica, per sviluppare il quale ci si è appoggiati anche ad altri soggetti con l’obiettivo ambizioso di arrivare a proporre la città di Todi come un unico grande centro congressi (includendo nel pacchetto la disponibilità pure del teatro comunale, del Nido dell’Aquila e dei palazzi municipali). Un’altra idea di cui si sta valutando la fattibilità e opportunità è riferita al possibile ampliamento, limitato eventualmente ad alcune sale, del Museo dell’Opera del Duomo.
Il palazzo, con i suoi 3.500 metri quadrati di superficie espositiva, un’agibilità di 500 persone ed una qualità architettonica con pochi altri pari nella regione, è senza dubbio una risorsa polivalente ma che per funzionare da volano dell’economia cittadina ha bisogno di quante più interazioni possibili.
Intanto, in attesa che le altre iniziative prendano corpo, le antiche sale del Vignola ospitano dal 9 settembre “Sconfinamenti: per una collezione di arte contemporanea della città di Todi – omaggio a Piero Dorazio”. La mostra, curata da Graziano Marini, si avvale delle opere di cinquanta artisti italiani e stranieri e vuole essere appunto da una parte la costituente di una futura galleria civica e dall’altra uno stimolo alle istituzioni per dare concretezza, sulla base del legato testamentario, alla Fondazione Dorazio.

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