Il corretto funzionamento del sistema immunitario dipende dal delicato bilancio di numerosi elementi: un gruppo di ricercatori di Roma ha scoperto uno dei meccanismi attraverso il quale questo bilancio si instaura e viene mantenuto.
Il sistema immunitario è un insieme di cellule, tessuti e sostanze che hanno la funzione di difendere l’organismo da agenti estranei come batteri, virus, funghi, ecc, ma anche da cellule dell’organismo che per qualche mutazione assumono un aspetto “estraneo”, per esempio le cellule tumorali. Le cellule e i tessuti del sistema immunitario sono distribuiti praticamente in tutto il corpo.
Gli strumenti principali che il sistema immunitario utilizza per svolgere le sue funzioni sono i linfociti T e B, le cellule natural killer (letteralmente “assassine per natura”) e numerosi altri elementi come i vari fattori che modulano le azioni del sistema immunitario.
Tutti questi elementi scorrono nel sangue (e nella linfa) raggiungendo così tutte le aree dell’organismo. È evidente che un gruppo di lavoro così numeroso e con un compito così difficile come difendere l’organismo ha bisogno di sistemi di comunicazione molto efficaci. È pertanto fondamentale capire i meccanismi di comunicazione e, quindi, di funzionamento del sistema immunitario, e AIRC da sempre sostiene a questo scopo numerosi filoni di ricerca. All’interno di questa area di ricerca si colloca la scoperta del gruppo condotto da Angela Santoni.
Questi ricercatori dell’Istituto Nazionale per i Tumori Regina Elena di Roma e dell’Università della stessa città hanno scoperto un meccanismo attraverso il quale le cellule NK uccidono i linfociti T prima che vadano fuori controllo.
La risposta immunitaria, in pratica, è come un fuoco utilizzato per bruciare le sterpaglie in un campo: una volta acceso, esso deve essere controllato attentamente per evitare che si espanda troppo e bruci non solo le sterpaglie (virus, batteri, cellule tumorali), ma anche le coltivazioni vicine (i tessuti e le cellule sane).
Le cellule NK hanno il compito di controllare il fuoco della risposta immunitaria e il gruppo di Santoni ha scoperto alcune molecole che si legano sulla superficie dei linfociti T rendendoli riconoscibili da parte delle cellule NK: queste ultime agiscono come veri e propri secchi d’acqua spengnendo la risposta immunitaria prima che possa fare danni.
- Redazione
- 16 Settembre 2007








