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Un'arzilla ultra ottantenne di di Marsciano ricorda ai più giovani le paure del "passaggio del fronte" nel 1944

Mentre quel giorno Umberto di Savoia emanava da Napoli il Decreto-Legge Luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151 – con il quale stabiliva (Art.1) che “Dopo la liberazione del territorio nazionale, le forme istituzionali saranno scelte dal popolo italiano che a tal fine eleggerà, a suffragio universale diretto e segreto, una Assemblea Costituente per deliberare la nuova costituzione dello Stato” – il popolo italiano viveva giorni terribili.
Erano già cominciate le rappresaglie delle forze tedesche in tutta l’Italia centrale. Anche dalle campagne dell’Umbria giungevano notizie atroci e la gente era impaurita.
Del clima di quei giorni e delle esperienze vissute in quasi tutte le famiglie contadine dell’Umbria, è testimonianza importante quella contenuta nel racconto di Rina Gaggia, una quasi ottantaquattrenne residente a Marsciano di cui riportiamo in allegato ampi stralci della testimonianza che ci ha inviato.

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