La Provincia di Perugia ha definito il limite per le istallazioni degli impianti che sfruttano l'energia del vento: il "medio impatto" non entusiasma però nessuno nè i favorevoli nè i contrari

In Umbria fino ad ora sono state istallate due sole pale eoliche per la produzione di energia (a Fossato di Vico) e questo rende un’esercitazione del tutto inutile la discussione se il limite di 50 impianti messo dalla Provincia di Perugia sia troppo alto o troppo basso.
Questo nella sostanza ha voluto dire il vice presidente dell’Ente perugino nell’ ultimo Consiglio provinciale.
La discussione, tuttavia, ha consentito di registrare le opinioni delle parti politiche. Saranno infatti i partiti, in definitiva, a decidere Comune per Comune se istallare o no impianti eolici.
Paolo Borgioni (Ds) ha infatti messo in evidenza che il Piano elaborato dalla Provincia, “non tarpa le ali a nessuno, né è un documento restrittivo, anche perché – ha detto – l’ultima parola spetta ai Comuni”.
Alle decisioni delle comunità locali si è riferito anche Riccardo Petroni (capogruppo della Margherita).
Contrario a priori è apparso Fausto Cocciari (consigliere del Prc e presidente della prima Commissione), secondo il quale “l’energia eolica, seppure importante nel panorama delle energie rinnovabili, è una forma che non si adatta bene al nostro territorio. Pertanto – ha detto – occorre individuare soluzioni più congeniali alle condizioni ambientali umbre”. Non è chiaro se il consigliere individui la non “congenialità della regione” nella insufficiente ventilazione, oppure in motivi estetici o in altro.
Comunque per un rappresentante marscianese Vito Taticchi (Ds), invece, il Piano proposto dalla Giunta “si presenta estremamente riduttivo”. “Non comprendo – sono state le sue parole – tutti questi vincoli previsti per l’eolico”.
Un invito a spingere l’acceleratore sulle energie rinnovabili, oltre che sul risparmio energetico, è giunto da un altro DS, Fiorello Primi, secondo cui in Umbria occorre aprire una fase di discussione sull’individuazione di aree dove creare dei parchi per la produzione di energia rinnovabile.
Contrari all’ordine del giorno che ha concluso la discussione i rappresentanti della Casa delle Libertà

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