Ancora un “incidente” con semi di colza geneticamente modificati confusi tra quelli convenzionali. Succede in Germania dove un portavoce del Ministero per l’ambiente del Nord Reno-Westfalia ha reso noto che alcuni carichi provenienti dalla compagnia Deutsche Saatgutveredlung contenevano semi ogm.
Si tratta di sementi modificate per resistere all’erbicida glufosinato la cui importazione è stata approvata dall’Unione Europea nel 2007.
È la compagnia tedesca Bayer a produrre questa colza, oltre che un’intera gamma di altri semi resistenti al glufosinato, tra cui riso, cotone, granoturco e soia. È la stessa Bayer, leader mondiale sul mercato dei pesticidi, a commercializzare il glufosinato con i marchi Liberty e Basta. In pratica quindi è la stessa impresa a produrre erbicidi e sementi che li respingono.
Questo fatto ha fatto traboccare il vaso è si è vicini ad una svolta per la Francia e per l’intera Europa.
Il Ministro francese dell’ecologia e dello sviluppo, Jean-Luis Borloo ha annunciato che Parigi ha intenzione di chiudere le porte agli ogm. “Siamo tutti d’accordo – ha detto – non è possibile controllarne la disseminazione spontanea, quindi non possiamo correre rischi”. Il principio è quello della precauzione, in base al quale la Francia, dopo le aperture degli anni scorsi, ha deciso di congelare commercializzazione e sperimentazione di nuove sementi.
Ma la Commissione europea naviga in direzione opposta e non sarà facile per la Francia raggiungere un compromesso che possa essere accettato da tutti gli attori coinvolti: ecologisti, agricoltori e Bruxelles.
Per ora il Ministro ha dichiarato “che bloccherà la commercializzazione di qualsiasi coltura transgenica almeno fino a quando non si approverà una nuova legge in merito, che sostituirà il decreto del 2006, giudicato confuso su molteplici punti”. Si trova, per questo, in contrasto col Ministro dell’agricoltura Michel Barnier a cui invece, non vanno giù i tabù e le guerre contro il biotech.
Intanto la decisione della Francia ha rinfocolato il dibattito in tutta Europa. Marie-Helene Aubert, vicepresidente dei Verdi al Parlamento Europeo e relatrice della proposta di abbassare allo 0,1% la soglia di ogm nei prodotti biologici, ha commentato: «E’ una notizia straordinaria, é il primo passo verso un riorientamento globale. E’ un fatto storico – ha aggiunto l’europarlamentare – e sono sicura che altri Paesi si metteranno su questa strada. Ora il prossimo obiettivo é trovare una maggioranza, al Consiglio dei ministri dell’Unione Europea, per abbassare la soglia di ogm nel biologico all’0,1%. Che resti allo 0,9% è inaccettabile”.
Di parere opposto Barbara Helfferich, portavoce del commissario Ue all’ambiente Stavros Dimas che ha ribadito che un divieto generalizzato di coltivazioni ogm in una regione o in uno Stato è contrario alla legislazione comunitaria. La portavoce Ue non è tuttavia voluta entrare nel merito del provvedimento francese.
“L’Italia deve cogliere l’occasione per costruire con la Francia un’alleanza tra due Paesi leader nell’agricoltura e nella qualità alimentare in Europa che la Commissione Europea non potrà ignorare”. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente la notizia che il Governo francese intende bloccare le coltivazioni transgeniche nel 2008.
- Redazione
- 29 Settembre 2007









