Anche in Umbria sono iniziate le assemblee in vista del referendum di ottobre: le valutazioni dei segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil

”È chiaro, in ogni caso, che nessuno andrà in assemblea a chiedere di bocciare l’accordo, tanto meno in Umbria dove i due segretari provinciali Fiom al comitato centrale nazionale si sono espressi a favore dell’accordo. Certo dovremmo prestare particolare attenzione ad alcuni settori del mondo del lavoro e fare di tutto per stare nel merito, tenendo il più possibile fuori dalla consultazione le tensioni politiche”.
Con queste parole Manlio Marotti, segretario regionale della CGIL Umbra, ha commentato l’inizio delle assemblee che si svolgeranno in tutta la regione in vista della consultazione – l’8, 9 e 10 ottobre – sull’accordo Governo- Sindacati sul Welfare.
Tutti i lavoratori e le lavoratrici dipendenti, i pensionati, i precari, anche quelli iscritti alle agenzie interinali, i cassaintegrati, i lavoratori in mobilità e i disoccupati ordinari potranno partecipare alla votazione nei seggi che saranno allestiti presso le aziende e sul territorio, comprese le sedi sindacali.
Il segretario generale Cisl, Pierluigi Bruschi, ha ricordato l’analoga consultazione che si svolse nel ’95 sull’accordo col Governo Dini: “Allora votarono 68.164 lavoratori e pensionati umbri. Questa volta ci poniamo l’obiettivo di superare questa cifra. D’altronde – ha proseguito Bruschi – questo accordo è molto sentito dalla popolazione perché migliora le condizioni di tutti, in particolare dei soggetti più deboli, come pensionati sociali e giovani precari”.
“Nel merito – ha affermato Mariotti – siamo di fronte ad un accordo che in tutte le sue parti porta ad un miglioramento della situazione esistente. Forse non nella misura da noi auspicata, ma pur sempre ad un miglioramento”.
Del rischio che questa consultazione venga strumentalizzata per fini politici ha parlato il segretario generale della Uil umbra, Roberto Silvestri. “Dovremmo evitare che questo accada – ha detto – e ricercare invece un largo consenso che ci permetta di affrontare, già nella prossima Finanziaria, le altre grandi questioni aperte: livelli di salari, pensioni e non autosufficienza”.

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