La periodica indagine ISAE fotografa un'Italia più fiduciosa al Sud e nel Nord-Est, mentre la nostra regione arranca

Dopo l’andamento ”su e giù”, con una tendenza a flettere dei primi due terzi dell’anno, secondo la periodica indagine dell’Isae, la fiducia dei consumatori italiani recupera a settembre, grazie a migliori attese su risparmio e lavoro, ma resta vicino ai valori più bassi dall’aprile 2006.
Questo quadro appena roseo diventa nero per gli umbri. A livello territoriale, infatti, il miglioramento della fiducia dei consumatori interessa solo le regioni del Nord-Est e del Mezzogiorno, mentre la situazione si presenta in declino nel Nord-Ovest e nel Centro.
Il calo di fiducia umbro sembra voler fare concorrenza a quello dei francesi. La fiducia dei cugini d’oltralpe ha accusato a settembre un forte calo di sei punti, con l’indicatore che è sceso a -21 dai -15 di luglio.
Pur non essendovi uno stretto legame tra l’indicatore di fiducia e la spesa effettivamente realizzata, la conferma di una dinamica sempre volatile è senza dubbio un fattore di freno sui consumi.
L’italiano è più pessimista sul presente di quanto lo sia sul futuro
. Sono rimaste stazionarie le intenzioni di spesa per la manutenzione della casa e per l’acquisto dell’autovettura. Continuano ad aumentare i timori, inoltre, su possibili nuove tensioni nei prezzi, anche a causa dei recenti rialzi.
Peggiora, forse per questo, a settembre la fiducia dei commercianti italiani, in particolare nella grande distribuzione.
L’indicatore sintetico fornito dall’Isae, considerato al netto dei fattori stagionali, scende a 111,6 (da 114,1), a causa del peggioramento delle valutazioni sull’andamento corrente degli affari e al conseguente accumulo delle scorte; migliorano, al contrario, le attese sull’evoluzione futura delle vendite. 
Disaggregando per tipologia distributiva, migliora la fiducia dei commercianti afferenti alla distribuzione tradizionale (119,1 il saldo destagionalizzato, era 115,2 in agosto), ma scende fortemente, al contrario, quella degli operatori della distribuzione “moderna” (101,5 da 113,5, in prossimità dei valori dello scorso giugno).

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