La gestione dei rifiuti resta sempre al centro dell’attenzione delle forze politiche e dell’opinione pubblica. E le posizioni in campo rimangono distanti.
“Non ci si è ancora messi a lavorare al nuovo piano dei rifiuti – scrive oggi Vanessa Pallucchi, presidente di Legambiente Umbria – e già si parla di nuovo inceneritore: questo non è un buon metodo per avviare la programmazione di un piano così importante”.
Bocciati i primi passi del nuovo strumento, la Pallucchi suggerisce anche quale dovrebbe essere a suo avviso la strada da seguire. “Un buon metodo sarebbe quello di pensare ad un piano che punti prioritariamente all’obiettivo “rifiuti zero”, con una riduzione dell’immondizia a monte, facendo anche campagne informative rivolte ai cittadini e accordi con le aziende per la riduzione di imballaggi e poi una raccolta differenziata spinta, con il porta a porta e percentuali oltre il 60% su tutto il territorio regionale“.
Secondo Legambiente sono questi gli elementi fondamentali per un nuovo piano dei rifiuti, elementi che permetterebbero di non costruire nuovi inceneritori e discariche e addirittura renderebbero possibile la chiusura degli impianti (inceneritori e discariche) esistenti, cominciando da quelli più tecnologicamente obsoleti.
“Fintanto che sarà meno costoso portare i rifiuti in discarica e più vantaggioso economicamente bruciarli – conclude la presidente di Legambiente Umbria – sarà difficile avviare politiche virtuose“.
- Redazione
- 2 Ottobre 2007








