“I produttori europei di automobili non si stanno dando da fare abbastanza per tagliare le emissioni di CO2 dei loro prodotti, restando quindi lontani dall’obiettivo di 140 grammi di anidride carbonica per chilometro percorso da raggiungere a fine 2008“.
La denuncia, che implicitamente coinvolge anche gli acquirenti di auto sempre più grosse e pesanti, arriva dal Transport and Environment, ente di controllo della Ue.
Nel 2006 le emissioni delle nuove auto europee sono calate in media solo dello 0,2%, la minor diminuzione annuale mai registrata. In altri termini, le emissioni sono diminuite di meno di mezzo grammo di co2 per chilometro, attestandosi a circa 160 g/km.
In Spagna e Austria, poi, sono addirittura aumentate (dal computo, che comprende tutta l’Ue, sono escluse Romania, Bulgaria e Malta).
Con queste premesse, “l’associazione europea dei costruttori di automobili, Acea, che riunisce i 13 principali produttori, quasi certamente non riuscirà a raggiungere l’obiettivo volontario di risuzione indicato dalla commissione nel 1998”, avverte Transport and Environment. L’obiettivo vincolante annunciato dall’Ue è di arrivare a 120 g/km di CO2 emessa dalle marmitte per il 2012.
A giudizio di Transport and Environment, però, la tendenza dei produttori di auto europei rimane quella di costruire auto sempre più pesanti, “che tendono a emettere di più e uccidono più pedoni”. E fornisce anche dei dati: “il peso medio delle nuove auto realizzate in Europa è cresciuto di 17 chilogrammi nel 2006, arrivando a 1,38 tonnellate“.
Una portavoce dell’associazione dei costruttori si è trincerata dietro il fatto che “i dati ufficiali devono ancora essere diffusi dalla commissione” e che “i costruttori non intendono sfuggire l’impegno” ad emettere meno e che “i risultati si potranno giudicare solo nel 2009-2010“.
- Redazione
- 2 Ottobre 2007








