I carabinieri del Nas di Perugia hanno arrestato tredici persone e ne hanno denunciate altre 34 con l’accusa di commercializzare in sei diverse regioni italiane bovini falsamente appartenenti ad una razza pregiata quale è la chianina, ricavandoci un guadagno di 500 euro a capo.
Le ordinanze di custodia cautelare in carcere riguardano un allevatore di San Nicolò di Celle di Deruta, mentre un veterinario della Asl di Città di Castello è agli arresti domiciliari, così come alcuni commercianti, allevatori, autotrasportatori ed un collaboratore dell’associazione provinciale allevatori.
L’attività illecita ha riguardato Umbria, Marche, Puglia, Campania, Basilicata e Veneto, dove venivano falsificati certificati di intervento fecondativo e contraffatti i marchi auricolari dei bovini.
Sono stati sottoposti a sequestro 120 bovini e 1.100 marche auricolari contraffatte. Il valore del materiale sequestrato ammonta a circa 220 mila euro.
Cinque sono i capi di imputazione a carico delle persone coinvolte nell’illecito: associazione per delinquere, falso, adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, commercio di sostanze alimentari nocive, frode nell’esercizio del commercio.
La truffa consisteva nell’asportare marchi identificativi da bovini che ne erano regolarmente muniti per apporli su altri animali attestandone così un’ipotetica provenienza e la sottoposizione ai prescritti controlli sanitari. I veri tori chianini venivano, dopo avergli asportato il marchio, venduti in nero mentre gli altri, acquistati nella stessa maniera, venivamo messi nel mercato della macellazione come bovini di razza pregiata.
L’operazione ha visto impegnati circa 150 Carabinieri del Nas e 5 veterinari delle Asl.
Sulla vicenda si registra la presa di posizione della Coldiretti dell’Umbria. “È opportuno che gli organi inquirenti facciano massima chiarezza – è scritto in un comunicato – perché non è accettabile che per colpa di qualcuno, venga vanificato il lavoro che da decenni se non da generazioni è stato fatto in Umbria, per qualificare e valorizzare una razza come la Chianina, che oggi rappresenta il fiore all’occhiello della zootecnia regionale e uno dei più qualificati testimonial dell’intero Made in Italy agroalimentare”.
Il presidente nazionale della Coldiretti, Sergio Marini, ha detto che si verificherà la possibilità che l’organizzazione si costituisca parte civile “di fronte ad azioni malavitose che mettono a rischio il patrimonio di credibilità conquistato dagli allevatori impegnati a valorizzare una razza prestigiosa come la Chianina”.







