La Corte d'Appello di Perugia ha disposto l'acquisizione della perizia svolta dalla consulente del tribunale dei minori
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La Corte d’Appello di Perugia ha disposto l’acquisizione della perizia svolta dalla consulente del tribunale dei minori di Perugia sulla situazione relativa alla collocazione temporanea in una casa famiglia dei figli di Roberto Spaccino, in carcere con l’accusa di avere ucciso la moglie e madre dei bambini Barbara Cicioni. L’udienza è stata quindi rinviata al 24 ottobre, data per la quale è stata convocata anche la consulente.
I giudici hanno esaminato i reclami presentati dalla nonna materna dei piccoli, Simonetta Pangallo, residente a Marsciano, contro la decisione dello stesso Tribunale dei minori di affidarli ai servizi sociali e contro il divieto ad avere colloqui con loro disposto dal sostituto procuratore Antonella Duchini che coordina l’inchiesta sull’omicidio della donna.
La Pangallo, come è noto, è stata la prima a chiedere l’affidamento dei due bambini. Lo stesso ha fatto in subordine il fratello della nonna, il giornalista televisio Pierfrancesco Pangallo, residente a Roma.
Notizia più recente è invece quella riferita alla presentazione di altre tre richieste di affidamento da parte di diversi componenti della famiglia Spaccino: i nonni paterni, lo zio paterno (insieme alla moglie e due figli) e l’altro zio Paolo (anche lui sposato con due figli).
Il tribunale dei minori ha però finora stabilito che rimangano temporaneamente affidati ai servizi sociali di Marsciano e quindi collocati in una casa famiglia nella zona del Lago Trasimeno.

C’è solo da augurarsi che la vicenda dei due bambini, Filippo e Nicolò, intorno ai quali è tornata a mobilitarsi l’attenzione dell’opinione pubblica locale, possa conoscere presto una soluzione che possa aiutarli a sedimentare la terribile esperienza di cui sono stati due volte vittime.

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