Il consigliere di Fiamma Tricolore, ottenute le dimissioni di Ferracchiati dall'Etab, ha iniziato il pressing sulla palazzina di Cappuccini, con l'obiettivo di sfrattarne gli attuali amministratori
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La “dichiarazione di guerra” è stata consegnata al protocollo dell’ente sabato mattina. E’ una lettera di poche righe con la quale il consigliere comunale Mario Epifani chiede formalmente al presidente della Veralli-Cortesi, Enrico Marconi, che vengano messi a sua disposizione tutti gli atti amministrativi degli ultimi sei mesi.
Conclusa la battaglia nei confronti dell’Etab “La Consolazione”, con il presidente Ferracchiati che ha rassegnato in settimana le dimissioni, l’esponente di Fiamma Tricolore apre dunque un altro fronte, spostando la sua potenza di fuoco sulla palazzina di Cappuccini (nella foto il progetto della nuova casa di riposo).
Stando alle indiscrezioni, sembra che Epifani già da tempo avesse chiesto la documentazione relativa all’ultimo bando di alienazioni patrimoniali promosso sotto elezioni dalla Veralli-Cortesi e che si sia indispettito dal non aver ricevuto immediata soddisfazione.
Il canovaccio appare simile a quello già adottato nei mesi scorsi all’Etab, con la preliminare richiesta di documentazione seguita da un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica per presunte irregolarità nella valutazione e rendita di alcuni terreni a Pantalla.
Tra l’altro, dopo averlo a lungo avversato, Epifani ha ignorato sul suo sempre aggiornatissimo blog personale le dimissioni di Ferracchiati (non gli avrà voluto concedere neppure l’onore delle armi?), limitandosi a sollecitare quelle degli altri tre componenti il consiglio di amministrazione, rappresentati come quel giapponese che continuava a resistere non sapendo che la guerra era finita e perduta.
L’unico commento al quale pare si sia lasciato pubblicamente andare Epifani, in piazza Garibaldi, dove il consigliere staziona pressochè stabilmente, è stato un laconico ma per nulla rassicurante: “Avanti un altro”, aggiungendo sarcastico “come diceva quello che castrava i frati”.
Un’affermazione che suonerà probabilmente per qualcuno come un “avviso di sfratto” da parte dell’ariete politico del centrodestra tuderte, da sempre ossessionato dalla volontà di “aprire i cassetti” delle passate amministrazioni e gestioni dei “sinistri”.
L’assedio alla Veralli-Cortesi, storico cavallo di battaglia di Epifani, è iniziato. Vedremo quanto durerà.

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