L'annuncio, dato dal Ministro della Salute, suscita forti perplessità sul piano etico e scientifico: solo i primi due cicli di cure gratis, poi se non migliori...

Una novità, diffusa da un servizio Ansa, in tema di cure ai malati di tumore è destinata, sicuramente, a scatenare polemiche a non finire.
“Sulla strada del contenimento dei costi in un’ottica di garantire ai malati i medicinali più moderni ed efficaci, dal Ministero viene un annuncio di un modello apripista in Ue: per i primi due cicli di terapia il prezzo dei nuovi farmaci antitumorali di ultima generazione viene pagato al 50% dal Servizio sanitario nazionale e per il 50% dall’industria farmaceutica, secondo il principio della condivisione del rischio e del costo tra sanità pubblica e aziende farmaceutiche.
È la nuova strada concordata tra l’associazione degli oncologi, l’Agenzia italiana del farmaco e Farmindustria, secondo un principio che prevede che solo per i malati che rispondono ai trattamenti, questi vengono continuati a completo carico del servizio sanitario nazionale.”
Un’ansia in più per coloro che avranno la sfortuna di ammalarsi di cancro e che dovranno preoccuparsi di reagire alle cure secondo un programma standardizzato come se tutte le persone fossero uguali, come se le reazioni coincidessero esattamente con un valore medio. Una contraddizione in termini anche dal punto di vista statistico: la media non è che un valore intermedio teorico determinati da valori più alti e più bassi.
Torna d’attualità una macabra affermazione di un medico dei primi del ‘900 “avere soldi: guarire; non avere soldi morire”.
Eppure si era aperto nel segno dell’ottimismo il congresso nazionale degli oncologi di Palermo.
Dai dati di uno studio dell’istituto tumori di Milano appena pubblicato e che ha esaminato i registri tumori della penisola, la mortalità globale per queste malattie, sia nell’uomo che nella donna, è diminuita tra il 20 e il 25% dal 1970.
Più preoccupanti i dati sui nuovi casi di malattia che tendono ad aumentare nella donna (7% l’anno) per il cancro al seno e il tumore al polmone; mentre per l’uomo sono diminuiti globalmente di circa il 30%, anche se aumentano singolarmente quelli alla prostata e al colon.

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