L'operazione internazionale interessa in Italia 15 regioni: numerose le perquisizioni in corso e i sequestri di attrezzature e materiali

Caccia ai pedofili “on line” anche in Umbria, anche se al momento nella regione non figurano persone indagate.
Gli agenti della Polizia hanno interrotto la diffusione in internet di file video pornografici prodotti attraverso lo sfruttamento sessuale di minorenni, in alcuni casi anche di 10 anni.
Gli accertamenti e le perquisizioni si stanno svolgendo in 15 regioni: Sicilia, Marche, Puglia, Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Lombardia, Campania, Umbria, Calabria, Lazio, Piemonte, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Veneto, e sono finalizzate al sequestro di materiale pedopornografico.
L’operazione trae origine da un’attività di intelligence della polizia tedesca ed è coordinata dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo e dal sostituto Adriana Blasco, della procura della Repubblica di Palermo.
Gli investigatori hanno così identificato 43 utenti italiani, sette società e 36 privati, che avevano scaricato il materiale pedopornografico.
Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti e sequestrati numerosi computer, cellulari, videocamere, macchine fotografiche e migliaia di supporti informatici (Cd, Dvd, pen drive), ritenuti particolarmente utili non soltanto per confermare quanto già emerso nel corso delle indagini, ma anche per un ulteriore sviluppo investigativo da parte della polizia postale.

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