Presentata la terza "Settimana nazionale per la diagnosi e la cura" di un disturbo che affligge 4 milioni di italiani

Per molti, l’intestino pigro è un semplice disturbo passeggero, magari sperimentato in vacanza quando si cambiano dieta e habitat. Per rari casi estremi il ‘blocco’ si protrae addirittura per oltre un anno.
Secondo stime, sono circa 4 milioni, 3 milioni di donne e un milione di uomini, gli italiani che soffrono di intestino pigro.
Per sensibilizzare i cittadini su queste problematiche, e sull’importanza di una diagnosi corretta necessaria a definire terapie su misura, torna anche quest’anno la Settimana nazionale per la diagnosi e la cura dell’intestino pigro.
Dal 12 al 16 novembre, gli interessati potranno sottoporsi a visite specialistiche gratuite in circa 100 centri tra ospedali, cliniche e studi medici, e ritirare un manuale informativo ad hoc. Per conoscere la struttura più vicina ci si potrà rivolgere alnumero verde 800-126731.
L’iniziativa, giunta alla terza edizione, è promossa dalla Siucp (Società italiana unitaria di colonproctologia) e patrocinata da ministero della Salute, Simg (Società italiana di medicina generale) e Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato.
Per aiutare i pazienti a trovare la soluzione più adatta, il manuale redatto dalla Siucp contiene anche un questionario da compilare: una sorta di autovalutazione, che aiuta a capire le origini e la gravità del proprio problema, per poi affidarsi all’esperto. Ulteriori informazioni sono disponibili online sui siti www.siucp.org e www.emorroidiestipsi.com.
Tra gli obiettivi della Settimana anche quello di responsabilizzare gli italiani sul capitolo cure ‘fai-da-te’, e in particolare sui possibili rischi legati all’abuso di lassativi e prodotti di erboristeria.
Rimedi a carico del cittadino e per i quali nel nostro Paese si spendono circa 250 milioni di euro l’anno, ma che alla lunga possono essere dannosi.

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