A ridosso della manifestazione dei sindacati, la Giunta regionale dell'Umbria trova le risorse per l'assistenza sociale agli anziani e agli inabili

Nell’ultima seduta del Consiglio regionale dell’Umbria è stato annunciato dall’assessore alla sanità Rosi, il quale così si qualifica anche come il futuro gestore dei fondi, che la Giunta regionale ha adottato norme progettuali per la non autosufficienza. La proposta di legge dovrebbe essere portata in Consiglio regionale agli inizi della prossima settimana e così si quieteranno le proteste delle associazioni sindacali. Secondo l’assessore “gli interventi previsti, moltissimi dei quali sono già in atto, non riguardano soltanto gli anziani, ma anche i disabili, i malati mentali: facciamo molta assistenza familiare e abbiamo attuato per residenzialità oltre 1.200 posti”.
Il problema della non autosufficienza è un fenomeno che si va ingigantendo. La speranza di vita, in Umbria, per le donne è tra le più altre d’Italia; per gli uomini siamo al secondo posto. “Per questo – ha detto ancora Rosi – siamo chiamati a fare sempre di più e garantire la migliore condizione possibile. Insieme al Consiglio dovremo vedere cosa si può aggiungere nel contesto della non autosufficienza”.

Soltanto nel 2006, sui 100 milioni previsti in Finanziaria, in Umbria è arrivato circa un milione e mezzo. Nella Finanziaria attuale sono stati previsti per l’Umbria 7 milioni di euro. L’assessore ha quindi reso noto che “le nuove risorse destinate al fondo per la non autosufficienza 2008 ammontano a 30 milioni 500 mila euro, che saranno destinate a sostenere lo sviluppo, l’articolazione e la qualificazione della rete dei servizi per la non autosufficienza”.
La somma deriva per 8 milioni 750 mila euro dal Fondo nazionale per la non autosufficienza; 18 milioni 500 mila dal Fondo sanitario regionale (così ripartiti: 14 milioni per assistenza residenziale; 1milione per assistenza domiciliare; 3 milioni 500 mila per riconversione assegno di cura); 3 milioni 250 mila dal Bilancio regionale. Il fondo “finanzierà l’attivazione o il rafforzamento di servizi socio-sanitari e socio-assistenziali con particolare riferimento alla domiciliarietà, al fine di evitare rotture relazionali e sradicamenti sociali che costituiscono ulteriori fattori di compromissione.
In considerazione della necessità di una migliore integrazione socio-sanitaria in un settore delicato e difficile come quello della non autosufficienza – ha concluso Rosi – abbiamo previsto nella legge una soluzione vincolante per le Asl che saranno chiamate a spendere i fondi in una contabilità a parte, destinata, in maniera specifica, alla non autosufficienza.
Ovvia la soddisfazione per l’intesa, raggiunta tra la Giunta e i sindacati confederati e dei pensionati, per il capogruppo di PRC-SE Vinti, il quale ha precisato che essa “verte sia sull’impianto generale del disegno di legge”, con l’impegno a breve ad esaminarne i dettagli, sia sulla parte relativa ai fondi. Nel 2008, “verranno messi a disposizione 32 milioni di euro, uno stanziamento stabilizzato anche per gli esercizi successivi”.
A testimonianza dell’esito positivo della trattativa, ha concluso il capogruppo, “ci preme sottolineare che i sindacati dei pensionati, che avevano indetto una manifestazione, hanno optato invece per una assemblea informativa sull’accordo
Il Consiglio regionale nell’approvare la mozione presentata dai capigruppo del centrosinistra, primo firmatario Gianluca Rossi, appunto sulla necessità di impegnare la Giunta ad istituire un apposito fondo a favore dei circa 34 mila cittadini umbri in condizione di non autosufficienza, ha respinto una seconda mozione presentata dai consiglieri di FI, che impegnava il Consiglio ad aderire alla manifestazione nazionale del 26 ottobre, promossa dai sindacati.
Maggiori dettagli sull’accordo sono stati dati nel corso di una conferenza stampa per illustrare i punti dell’accordo sottoscritto, a cui hanno preso parte i segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil, Manlio Mariotti, Pierluigi Bruschi e Roberto Silvestri e i segretari generali regionali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, Graziano Massoli, Franco Righetti e Roberto Tortoioli.
I sindacati hanno espresso generale soddisfazione per la positiva conclusione delle trattative: “Abbiamo avuto diversi incontri con la Regione – ha spiegato Bruschi – e per sostenere le nostre proposte era stata indetta anche una protesta di piazza. Riteniamo una cosa positiva il raggiungimento di questo accordo al punto che è stata decisa la sospensione della manifestazione prevista per venerdì 26 ottobre. Con questa intesa il problema della non autosufficienza si avvia ad una soluzione”.
Manuela Latini, segretaria regionale Spi-Cgil, ha illustrato i particolari dell’accordo: “Alle risorse del fondo nazionale per la non autosufficienza la Regione Umbria ha aggiunto ulteriori 4 milioni di euro. In totale perciò abbiamo ora 32 milioni di euro, di cui 12.250.000 euro per l’assistenza residenziale, con un aumento da 1.200 a 2.200 posti letto, e 3,5 milioni di euro per l’assistenza domiciliare. Abbiamo inoltre un’importante inversione di tendenza nella politica regionale di assistenza ai non autosufficienti: con il Patto per il benessere, i sindacati dei pensionati hanno voluto dare priorità alla domiciliarità piuttosto che alla residenzialità, dando così maggiore dignità al lavoro di assistenza familiare, e soprattutto facendo in modo che i non autosufficienti possano godere di una migliore qualità di vita”.

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