La chimica è presente in tutti gli ambienti in cui viviamo, in tutti gli oggetti che tocchiamo: dai tessuti dei divani ai piatti usa e getta, dalle scarpe griffate a vernici di casa e pesticidi nei campi, tutti i prodotti di uso comune nascono impregnati di sostanze chimiche.
Ad essere in ballo c’e’ tutta la catena alimentare, che passa dai cibi e arriva agli esseri umani, senza dimenticare anche gli animali.
Secondo il Wwf sono circa 100.000 le sostanze chimiche in commercio e circa 1.500 i nuovi composti introdotti ogni anno.
Quasi un terzo di esse (30.000) però, saranno sottoposte ad un esame per accertare se hanno la “patente” per circolare liberamente. Dovrà verificarsi se vi siano sostanze come cancerogeni, mutageni e tossici per la riproduzione (CMR), persistenti, bioaccumulabili e tossici, non solo per l’ambiente ma per l’uomo (PBT) e distruttori endocrini.
Con l’applicazione del Reach (così si chiama il programma di controllo), partito nel giugno scorso, secondo la Commissione europea si stima una riduzione del 10% di malattie connesse alla produzione e all’uso di sostanze chimiche, in particolare alcune migliaia di decessi in meno all’anno per tumori.
Questo quanto emerso nel corso della prima conferenza nazionale sull’attuazione del regolamento organizzata dalla Commissione europea e dai ministeri della Salute, dell’Ambiente, dello Sviluppo economico, Istituto superiore di sanita’ e agenzia per la protezione dell’Ambiente (Apat).
- Redazione
- 29 Ottobre 2007








