Torna ad infiammarsi il dibattito intorno alle “aperture-chiusure” festive delle attività commerciali in Umbria, con il centro dell’incendio che sembrerebbe partire da Todi, sia per la natura turistica della città che rende gli operatori più sensibili al problema, sia per il particolare interessamento mostrato dall’Amministrazione comunale di centrodestra (particolare non indifferente nel quadro regionale), sia per l’autorevole presenza in Confcommercio regionale del tuderte Roberto Prosperi, presidente anche dell’Ascom cittadina.
L’insieme di questi fattori, divenuti oggi protagonisti di alcuni interventi, ha scatenato la reazione della triplice sindacale Cgil-Cisl-Uil che – a firma rispettivamente di Ivo Banella, Valerio Natili e Maria Ermelinda Luchetti – hanno diffuso una nota congiunta con la quale forniscono la loro lettura della vicenda e muovono un attacco preciso alla Confcommercio di Todi, accusata di non perseguire una politica di difesa dei propri iscritti ma di essere schierata a supporto di una parte politica.
“Dalla lettura dei giornali – esordisce il comunicato dei tre sindacati – apprendiamo che i commercianti tuderti hanno indetto una serrata per protestare contro l’impossibilità di aprire i loro esercizi commerciali nei giorni del: I° Gennaio, 6 Gennaio, Domenica di Pasqua, 25 Aprile, I° Maggio, 2 Giugno, 25 Dicembre, 26 Dicembre.
E’ nostra intenzione metterli al corrente che, responsabile di tale impedimento è stata la Confcommercio (rappresentata sul tavolo regionale proprio dal signor Roberto Prosperi), la quale non ha voluto firmare l’accordo per la modifica della legge regionale che prevedeva la possibilità di aperture in tali giorni attraverso la sottoscrizione di un accordo su base comunale che doveva incontrare le esigenze particolari dei vari Comuni della nostra regione.
Oltre a questo assistiamo ad una presa di posizione dell’Amministrazione Ruggiano che sostiene apertamente la posizione di Confcommercio locale e che a questo punto spiega (qualora ce ne fosse stato ancora bisogno) quale è la posizione della Confcommercio tuderte, la quale non persegue una politica di difesa e tutela dei propri rappresentati ma bensì si schiera a supporto di una parte politica così come fa la Confcommercio nazionale, sfilandosi dalla trattativa per il rinnovo del CCNL senza alcun motivo apparente.
La mancata sottoscrizione dell’accordo regionale della sola Confcommercio non si spiega in altro modo, visto infatti che aveva al centro l’interesse di tutelare e rappresentare le esigenze degli esercizi commerciali esistenti nei centri storici.
Pertanto risulta veramente complicato capire i motivi di un mancato accordo sulle proposte elaborate dal tavolo tecnico regionale e paradossalmente ci troviamo noi sindacati a rappresentare gli interessi dei commercianti, visto che dalla proposta di modifica non ottenevamo nulla, mentre chi portava a casa il risultato di aprire nei giorni festivi ha preferito sfilarsi dall’accordo per motivi esclusivamente politici.
La presa di posizione dell’Amministrazione Ruggiano – conclude la nota della “triplice” – in questo caso non fa altro che avvalorare la nostra tesi, dimostrando tra l’altro la debolezza di quanto sostenuto dalla Confcommercio che per difendersi deve chiedere aiuto ad una Amministrazione ‘amica’.
A questo punto, visto che Todi è diventato l’apripista della protesta contro la riforma della legge regionale sul commercio, proponiamo che si organizzi una tavola rotonda nella quale illustrare ai commercianti tuderti l’occasione persa grazie a Confcommercio”.
Sarcastica la conclusione: “I commercianti minacciano la serrata? Se è contro la posizione di Confcommercio siamo al loro fianco”.
In attesa della ‘tavola rotonda’, la redazione apre i commenti ai lettori, auspicando l’intervento delle diverse parti in causa ed anche, se non soprattutto, quello diretto dei commercianti.









