Sale la temperatura del conflitto politico in Umbria. Dopo gli arresti dei terroristi spoletini, e soprattutto dopo la manifestazione organizzata ieri dai cittadini di Bettona, è stata la volta dei maiali ad alzare il livello dello scontro.
Sfruttati senza ritegno dagli allevatori, esistenzialmente precari vista le fine che per contratto gli tocca puntualmente fare, e infine vessati perfino a causa della loro naturalissima e proverbiale puzza, i maiali hanno deciso con coraggio di scendere in piazza per reclamare il proprio diritto a diventare dignitosamente salsicce e prosciutti.
“Puzzare è un nostro diritto costituzionale” ha affermato con decisione il portavoce dei suini. “L’Italia, dal nostro punto di vista, è una Repubblica fondata sul letame.” Parole forti, che hanno scosso il mondo politico e suscitato violente reazioni. Calderoli, che è stato il primo a sollevare il problema della discriminazione (in quel caso religiosa) inflitta ai maiali, si è dichiarato soddisfatto, affermando che non si può lasciare che sia solo la sinistra ad ascoltare il disagio dei maiali.
La manifestazione, convocata fuori della seduta del Consiglio Regionale, inizialmente si è svolta in modo pacifico, anche se non sono mancati i grugniti d’indignazione. “Meglio porci che parlamentari” è stato lo slogan, di sapore vagamente grilliano, scelto dagli organizzatori.
Tra i politici si è ben presto diffuso lo sconcerto. Il rosa sporco dei suini mal si adattava ai seriosi doppiopetto e ai castigati tailleurs del Consiglio Regionale. Uno spiacevole odore di populismo e antipolitica arrivava alle ben educate narici dei consiglieri. Va detto, però, che la classe politica anche in questa occasione ha saputo mantenere il suo solito contegno, sprezzante anche se un po’ schifiltoso.
A metà mattinata tuttavia la situazione è degenerata. In tutta Perugia si sono segnalati scontri anche violenti con le forze dell’ordine, innescati dalle frange più radicali dell’antagonismo suino. Le piazze sono state invase da maleodoranti getti di liquami, e al grido di “puzzerete tutti, puzzerete cari”, inquietante ricordo dell’autonomia suina degli anni ’70, i maiali più facinorosi hanno tentato di fare irruzione nella seduta del consiglio.
I gruppi dei maiali anarchici, autodichiaratisi Black Pigs (ispirandosi un po’ ai Black Block e un po’ alle Black Panthers), hanno lanciato mangiatoie-molotov contro bancomat, agenzie interinali e supermercati, accusati di favorire l’imperialismo carnivoro in accordo col grande capitale.
Secondo la Digos, che sta ancora visionando i filmati relativi alla manifestazione, è da ipotizzare che gruppi di cinghiali selvatici si siano uniti ai maiali d’allevamento più violenti. Si sa che i cinghiali, estremisti che vivono in clandestinità nelle macchie umbre, non perdono mai occasione per minare le fondamenta dell’ordine democratico. Farli in padella con contorno di verdure cotte è l’unica risposta che i cittadini onesti e civili possono dare al potenziale eversivo di questi rudi animali.
Quando la polizia è riuscita a riportare la situazione alla normalità, si contavano decine di inzaccherati tra gli agenti, mentre la prefettura non ha ancora reso noto il numero dei manifestanti fermati. Si parla comunque di cifre che potrebbero superare le centinaia.
Alcune indiscrezioni parlano anche di violenze inferte ai manifestanti, prima e dopo gli arresti. “E’ stata una macelleria messicana”, denunciano allarmate le associazioni per i diritti suini. “Bella scoperta”, gli avrebbero risposto con sagace ironia i dirigenti della polizia, “voi dove li portate di solito i maiali, al cinema?”.
L’esplosione di violenza ha allarmato anche i servizi segreti, secondo i quali nell’acqua di queste manifestazioni nuotano i pesci del terrorismo. Due proiettili sono stati inviati ad un importante esponente politico. La lettera rivendicatoria era firmata da una sigla finora sconosciuta agli inquirenti: Coop, Contro Ogni Orribile Porchetta. Le forze dell’ordine comunque hanno avuto poche esitazioni nel ricondurre la firma all’universo del porco-insurrezionalismo.
A queste pesanti minacce hanno immediatamente fatto seguito altri atti intimidatori. Uno spiedo unto è stato inviato a Clemente Mastella, e sulla lettera che lo accompagnava c’era scritto: “Compagno Clemente, lotta insieme a noi.”
Il sindaco di Fratta Todina invece ha ricevuto una fila di salsicce secche rivendicata dal gruppo Co.Na.d. I servizi segreti, fuorviati da una sigla non riconducibile ad alcun gruppo noto, hanno purtroppo dovuto escludere la pista islamica per evidenti problemi di incompatibilità alimentare.
Grazie alle sofisticatissime tecnologie di ultima generazione di cui dispongono, le forze dell’ordine sono comunque ben presto riuscite a mettersi sulle tracce dei sovversivi (del resto, e lo diciamo senza intenzioni discriminatorie, l’odore era forte, e scovare i maiali non è stato poi così difficile). In uno dei milioni di allevamenti vicino a Bettona sono stati sequestrati giornali, volantini ed altro materiale di propaganda sovversiva. I maiali coinvolti, prontamente arrestati, sono stati imbarcati su voli speciali della Cia e spediti in Paraguay insieme a Duarte, Ci penserà lui.
Numerose le sigle interessate: Pam (Porci anarchici moderati) Sidis (Suini indipendenti di sinistra), Lidl (Liquami Delinquenziali), Eurospig, e per finire la cellula terroristica forse più temuta, radicata sull’intero territorio nazionale e consolidata da anni di militanza suina: “Mario di Grutti, porchetta per tutti”, il cui nome già di per sé evoca lo spettro del comunismo.
- Paolo Gervasi
- 31 Ottobre 2007









