L'Ulivo, Rifondazione e lo Sdi reagiscono a quelle che ritengono delle vere e proprie intimidazioni da parte del centrodestra del sindaco Ruggiano
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La situazione politica tuderte subisce una nuova rapida involuzione. I capigruppo Stefano Cappelletti (L’Ulivo), Andrea Caprini (Rifondazione) e Fabrizio Maria Alvi (Sdi-Mre) hanno infatti disertato la conferenza dei capigruppo convocata per oggi pomeriggio alle 18.30.
La scelta è stata comunicata al presidente del Consiglio comunale di Todi Floriano Pizzichini spiegando che “la decisione si rende necessaria dopo i gravi fatti di ieri, domenica 4 novembre, che hanno visto il capogruppo di Fiamma Tricolore, Mario Epifani, privare il Capogruppo di Rifondazione comunista, Andrea Caprini, del diritto e della libertà di manifestare il proprio dissenso politico, circa la ‘separata cerimonia’ di commemorazione dei caduti della Repubblica Sociale Italiana, di fronte alla bacheca muraria di Fiamma Tricolore”.

“L’episodio – scrivono i capigruppo del centrosinistra – si inserisce, peraltro, nel non facile contesto politico seguito all’ultima seduta del Consiglio comunale del giorno 8 ottobre, dove l’atteggiamento del sindaco Ruggiano e, più in generale, le dichiarazioni di diversi consiglieri comunali della coalizione di centrodestra non lasciavano dubbi sulla volontà degli stessi di interrompere un dialogo tra le varie forze politiche presenti in Consiglio”.
Circa il merito della riunione, i consiglieri capigruppo ribadiscono le posizioni già espresse negli incontri precedenti, confermando la disponibilità dei gruppi alla convocazione di una seduta del Consiglio comunale che abbia per oggetto la questione rifiuti, lasciando alle “figure competenti la valutazione ultima circa l’opportunità dell’iniziativa e la definizione delle eventuali modalità di svolgimento ritenute più opportune”.

Insomma, non solo la “stretta di mano” tra Caprini ed Epifani non c’è stata (come aveva provato a prevedere con una lettera aperta pubblicata sul nostro sito l’esponente di Fiamma Tricolore), ma la contrapposizione tra i due schieramenti torna a radicalizzarsi compromettendo ogni possibile intesa sull’amministrazione della città: non va dimenticato, infatti, che – almeno sulla carta – il sindaco si trova a governare con un Consiglio comunale caratterizzato da una maggioranza ostile.

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