Scompiglio nel mondo medico regionale per una decisione dell'assessorato alla sanità dell'Umbria che si rifà ad una sentenza della Corte di Cassazione

Agopuntura rischiosa o no, come e quanto togliere un dente… oppure no? Questo il dilemma che affligge l’Ordine dei Medici della provincia di Perugia.
Sta di fatto che, come reso noto da un medico–consigliere regionale (Aldo Tracchegiani – La destra), per la Direzione Regionale Sanità e Servizi Sociali l’agopuntura è una “procedura terapeutica pericolosa per il paziente” e come tale, si ricava dall’interpellanza rivolta all’assessore, esplicabile solo, da esperti, in strutture autorizzate in grado di fronteggiare eventuali complicanze e non in un mero studio sanitario dedicato alla semplice diagnosi.

Il d.lgs. 30.12.1992, n. 502, art. 8 ter prevede “… L’autorizzazione all’esercizio di attività sanitarie é… richiesta per gli studi odontoiatrici, medici e di altre professioni sanitarie, ove attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale, ovvero procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente”.
Con l’atto n. 292 del 13.03.2002 la Giunta regionale ha ricompresso nei livelli essenziali di assistenza e quindi riconosciuto l’agopuntura a carico del S.S.R. per le “indicazioni connesse alla terapia del dolore”;
Con atto n. 1127 del 28.06.2006 la Giunta regionale ha successivamente regolamentato le cosiddette “Medicine non Convenzionali” definendo”… l’Agopuntura …un metodo diagnostico, clinico e terapeutico che si avvale dell’infissione di aghi metallici in ben determinate zone cutanee… per ristabilire l’equilibrio di uno stato di salute alterato”.

Le disposizioni regionali non hanno mai definito quindi se infiggere aghi nel corpo umano costituisca un rischio per la sicurezza di chi vi si sottopone.
A questo proposito per la Fondazione Matteo Ricci di Bologna, che si occupa di diffondere in Occidente l’agopuntura e la Medicina Tradizionale Cinese, “in Italia oggi possono praticare agopuntura tutti i medici che abbiano conseguito o meno una specializzazione in merito. Questa situazione causa seri danni sia a chi con competenza e professionalità pratica da anni questa antica disciplina sia, soprattutto, ai pazienti che non dovrebbero essere trattati da mani inesperte”.

Ma per la sentenza n. 482 del 27.03.2003, sostanzialmente ribadita dalla n. 342 del 06.09.2007, della Corte di Cassazione “… l’agopuntura é una terapia invasiva che , oltre all’effetto tipico ipnotico ed anestetico che essa ha sul paziente, é esposta a tutti i rischi collegati ad un intervento di tale natura, quali quelli di lesioni gravi causate da lesioni gravi causate da invasioni in parti non appropriate del corpo umano, senza contare di infezioni per l’uso di “utensili” non sterilizzati… “.

L’agopuntura è il metodo classico di stimolazione degli agopunti attraverso l’infissione e manipolazione di un ago che si fonda sulla teoria che il corpo è percorso da una rete di canali che collegano organi, visceri e tessuti lungo i quali sono situati gli agopunti la cui stimolazione produce effetti locali e a distanza. L’agopuntura si effettua attraverso l’infissione e manipolazione di un certo numero di sottili aghi (generalmente 10-12) negli agopunti selezionati in base alla diagnosi.
In genere, nelle malattie croniche, si esegue un ciclo di 8-10 sedute che all’inizio si effettuano 2 volte a settimana e poi settimanalmente o ogni 10-15 giorni. Alla fine del ciclo di sedute si fa un bilancio dei risultati ottenuti per decidere se la terapia è sufficiente o se occorrono delle sedute di richiamo.
I cultori della tecnica sostengono che quanto affermato vale ovviamente per le malattie croniche perché quelle acute possono guarire anche con una o due sedute.

L’agopuntura – Jing Luo in cinese – è stata descritta la prima volta nei III secolo a.C..
La rete dei canali si sovrappone in parte alla rete dei vasi venosi, arteriosi e linfatici ed a quella dei nervi descritte dalla medicina occidentale e possiede un percorso interno inaccessibile ed uno esterno lungo il quale sono situati i punti di agopuntura.
I punti di agopuntura dei canali – che sono 365 come i giorni dell’anno – possono influenzare le condizioni della rete dei canali e tramite essi agire sugli organi, visceri e tessuti correlati: i punti funzionano come interruttori o deviatori di corrente di una sorta di impianto elettrico biologico del corpo. Attraverso i punti si ‘accendono’ o ‘spengono’ o ‘influenzano’ le interferenze della rete energetica dei canali.

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