Comunicato della Procura: massimo riserbo degli inquirenti, mentre si aspettano le altre analisi di laboratorio ancora in corso

Al fine di “evitare sgradevoli, inutili spettacolarizzazioni o isteriche morbosità“ la Procura della Repubblica di Perugia ha reso noto che, nella vicenda dell’omicidio a Perugia della giovane studentessa inglese, “allo stato, la rilevazione medico-legale non fa emergere elementi per ipotizzare una violenza sessuale“.
Confermato, invece, che “i primi, incompleti accertamenti medico-legali fanno ritenere che le cause della morte della cittadina britannica vadano ricollegate ad una emorragia conseguita a profonda lesione al collo, dovuta verosimilmente all’azione di uno strumento da punta e taglio“.

Lo scarno comunicato della Procura lascia intendere che le indagini sono ad un punto delicato per questo “massimo riserbo e la richiesta di analoga condotta di qualsiasi persona che venga in possesso di notizie sui fatti che interessano, da comunicare esclusivamente agli organi inquirenti, allo scopo di non compromettere o ritardare i risultati dell’inchiesta. Lo stato e la natura delle investigazioni non consentono la divulgazione di notizie diverse e ulteriori”.
Il personale dell’Ert, Esperti rilevamento tracce, e quelli della questura perugina sono infatti ancora al lavoro. Repertate numerose tracce biologiche e impronte che dovranno essere ora analizzate in laboratorio. Accertamenti sono ancora in corso sulle tracce di sangue sull’appartamento sottostante a quello occupato dalla Kercher, dove vivevano quattro studenti risultati estranei al delitto perchè non erano nemmeno a Perugia nella notte tra giovedì e venerdì.

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