L’elezione di Floriano Pizzichini a presidente del Consiglio comunale di Todi sembrerebbe essere illegittima. Se così fosse potrebbero essere a rischio di invalidazione anche tutte le sedute e le deliberazioni avvenute fino adesso. Come nel gioco dell’oca, insomma, si dovrebbe ripartire dal “via”. Uno scenario a dir poco inquietante…
Andiamo con ordine. Secondo un’indiscrezione filtrata ieri dal capoluogo regionale, alcuni consiglieri del centrosinistra si accingerebbero a presentare al Prefetto di Perugia un articolato e documentato esposto nel quale denunciano quelle che ritengono delle gravi anomalie nelle modalità di svolgimento delle sedute del Consiglio comunale e nelle modalità di partecipazione del pubblico alle stesse. Nel mirino finirebbero i comportamenti del presidente e del segretario comunale, figure alle quali spetta il compito di garantire l’imparzialità nello svolgimento delle riunioni del massimo consesso cittadino.
Ma c’è di più. Esponenti del centrosinistra tuderte avrebbero nelle scorse settimane dato mandato ad alcuni avvocati e ad un gruppo di giuristi dell’Università di Perugia di approfondire la questione dell’elezione del presidente del Consiglio comunale di Todi, avvenuta come si ricorderà alla seconda votazione con 10 preferenze su 21 votanti tra forti contestazioni sull’interpretazione della norma.
Secondo gli autorevoli pareri in mano al centrosinistra l’elezione di Pizzichini non sarebbe valida. L’articolo 26, comma 3, dello statuto comunale prevede infatti che nella seconda votazione deve essere raggiunta la maggioranza assoluta dei voti (intesi come tutti coloro che prendono parte alla votazione): così non è stato in luglio a Todi, visto che Pizzichini ha ricevuto 10 preferenze su 21 schede deposte nel’urna.
L’interpretazione è suffragata dal successivo comma 4 dove è scritto che, dopo la seconda votazione, se non viene raggiunta la maggioranza assoluta si va al ballottaggio tra i due più votati: una condizione che non avrebbe a verificarsi se la lettura fosse quella data nella specifica occasione a Todi.
La “bomba” sotto le sedie del Consiglio comunale sta per essere innescata. Prevedere cosa potrà accadere diventa a questo punto sempre più difficile. La strada che si apre è quella di un ricorso al TAR, con tempi che lascerebbero per lungo tempo tutto com’è, salvo mantenere una “spada di Damocle” pericolosissima su tutta l’attività, con pesanti responsabilità sia politiche che amministrative. Un’altra soluzione, a prima vista improbabile stante i rapporti attuali tra maggioranza e minoranza (e all’interno degli stessi due schieramenti), è quella delle dimissioni “volontarie” di Pizzichini per ripartire dalle elezioni del presidente, sanando così l’errore commesso.
L’ultima possibilità, purtroppo inverosimile, sarebbe di potersi svegliare domattina e scoprire – avendone viste già tante di cose strane in questi pochi mesi – di essere tutti su “Scherzi a parte”.








