Ormai gli psichiatri parlano di una vera e propria sindrome

Sono 120 mila circa gli italiani ossessionati dal tempo che farà e che, colpiti dalla ‘sindrome da cielo grigio’, hanno depressione e disturbi dell’umore causati dai cambiamenti climatici e favoriti dalla diminuzione della luce naturale.
La meteomania è una forma di dipendenza patologica che trova terreno fertile nella vulnerabilità e nell’equilibrio psichico precario di quanti soffrono di sindrome affettiva stagionale, un insieme di disturbi che dipendono dai cambiamenti meteorologici.
Tutta una serie di mutamenti nelle proprie abitudini, come l’alterazione del ritmo sonno-veglia, tipiche dei cambi di stagione mandano in tilt l’equilibrio psichico di queste persone, che sono totalmente dipendenti dalle condizioni ambientali che li circondano.
Chi soffre di questa patologia stagionale, ben il 2% di quel 10% di popolazione colpita da depressione e sindromi distimiche, ricorre immediatamente ad antidepressivi, ansiolitici e farmaci per stabilizzare l’umore, e si rifugia nelle previsioni meteo.
Le persone con ‘sindrome da cielo grigio’ vivono attaccate ai canali satellitari o a Internet per aggiornamenti in tempo reale. E senza notizie dettagliate sul tempo non escono di casa.
Oggi la Rete regala notizie 24 ore su 24, ed è una vera calamita per i meteo-maniaci. Grazie al web hanno un accesso continuo alle informazioni e così pensano di controllare gli eventi. Un temporale o una nevicata rappresentano un imprevisto di fronte al quale non si vogliono far trovare impreparati.
E si affidano alla tecnologia. Scatta allora la doppia dipendenza, da Internet e dal meteo. Con effetti sull’umore: insonnia, stanchezza, apatia, difficoltà di concentrazione, agorafobia, nervosismo che possono accompagnarsi al cambio repentino delle temperature, ad un acquazzone non previsto o a una nevicata sfumata.

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