Gli artigiani italiani ringraziano il Vice Ministro delle Finanze, Visco, il qual con un comunicato mette in evidenza che i controlli nei confronti della categoria non sono aumentati, così come invece avvenuto nei confronti delle grande aziende, e perciò l’incidenza ed il volume delle evasioni dell’artigianato è calato.
In verità, sembrerebbe che la Finanza abbia solo adottato una strategia diversa dal passato, concentrando le sue attenzione laddove è possibile avere un miglior rapporto costi (di ispezione) e benefici (importo delle evasione scoperte).
Inoltre dai dati sembra che l’evasione degli artigiani e piccole imprese con un giro d’affari sotto i 5 milioni di euro si sia concentrata sulle imposte dirette. Essa, infatti, per il segmento è salita a 3.932 milioni di euro nel periodo gennaio – maggio 2007, contro 3.184 del 2006, con un incremento quindi di 748 milioni che percentualmente non è di poco conto.
Per il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini “i maggiori frutti della lotta all’evasione fiscale derivano dalla maggiore attenzione dell’Amministrazione Finanziaria nei confronti delle imprese di grande dimensione e delle società di capitale. L’84% dei maggiori imponibili evasi tra il 2006 e il 2007 proviene da grandi imprese, vale a dire da contribuenti con ricavi superiori a 25 milioni di euro”.
“Infatti – sottolinea Guerrini – secondo i dati ufficiali relativi al primo semestre del 2007, presentati dallo stesso Vice Ministro Visco alla Camera dei Deputati, le verifiche e i controlli mirati nei confronti delle grandi imprese sono aumentati del 21% con una crescita dell’imposta contestata del 200%. Gli accertamenti nei confronti delle società di capitale sono aumentati del 7,4% e la maggiore imposta accertata del 41%”.
Tra il 2006 e il 2007 l’incremento dei maggiori imponibili accertati per evasione delle imposte dirette è pari a 2.022 milioni di euro: essi infatti passano dai 6.844 milioni di euro del periodo gennaio-maggio 2006 agli 8.866 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno successivo.
Nello stesso periodo l’Iva dovuta e non versata, risultante dalle ispezioni, dalle grandi imprese è cresciuta di 843 milioni di euro, mentre è diminuita nelle piccole e medie imprese di 595 milioni.








