La notizia è il frutto di ricerche farmacologiche condotte dall'Istituto Mario Negri di Milano in collaborazione con altri centri italiani

La “margherita” non solo come piatto italiano simbolo ma anche come alimento che “allunga la vita”. Questo perchè, secondo gli studi dell’Istituto Mario Negri di Milano, chi ne mangia diminuisce il rischio di andare incontro a malattie cardiovascolari e ad alcuni tipi di tumore.
Secondo l’Istituto, infatti, la classica margherita, una volta alla settimana, è un toccasana, purchè contenga pochi ingredienti, buoni e sani, come farina, olio extravergine di oliva, pomodoro fresco e mozzarella.
La notizia può sembrare leggera, ma è il verdetto di serissimi studi dell’Istituto di ricerche farmacologiche milanese, in collaborazione con altri centri italiani, condotti per verificare se il consumo regolare di questo alimento fondamentale della dieta mediterranea potesse o meno avere conseguenze sulla salute e, in particolare, su alcuni dei cosiddetti big killer.
L’interpretazione di questo dato è ancora oggetto di riflessione, ma di certo con l’effetto benefico c’entrano alcuni ingredienti tipici quali il pomodoro, che contiene licopene, un composto dalle proprietà antitumorali, e l’olio d’oliva, fonte di grassi vegetali che funzionano come spazzini delle arterie.
La pizza è intesa in senso più generale come dieta mediterranea, di cui, secondo chi ha condotto gli studi, la margherita deve essere considerata un indicatore. Nel senso che, chi ama la pizza di solito ha una dieta che prevede olio extravergine per condire e cucinare le verdure fresche e il pesce.
Non a caso se le ricerche fossero condotte sul suolo americano non porterebbero allo stesso risultato, sia perchè a parte la pizza il resto dell’alimentazione è profondamente diverso dalla dieta italiana, sia perché fuori Italia la ricetta della pizza comprende spesso grassi saturi ed aggiunte dannose per i vasi sanguigni, il cuore e l’organismo in generale, quali salame, la farcitura di formaggi industriali e uova.

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