Sono dieci i "progetti a domicilio" accordati ai dipendenti nel 2007

I datori di lavoro non hanno ancora grossa propensione al tele lavoro dei loro dipendenti. Sembra un po’ imperante il detto che “l’occhio del padrone ingrassa il cavallo”, residuo di una vecchia mentalità contadina.
In effetti il telelavoro conviene sia all’azienda che al lavoratore. La prima ottiene, non ore di lavoro che potrebbe anche essere improduttivo, ma produzione certa oltre a risparmi di gestione. Il lavoratore risparmia tempo e denaro per accedere al luogo di lavoro ed in qualche caso riesce a conciliare meglio l’attività con le esigenze familiari.
Su questa strada, seppur timidamente si sta muovendo la Provincia di Perugia che ha approvato complessivamente nel 2007 dieci progetti di telelavoro, realizzati da dipendenti appartenenti ai diversi Servizi dell’Ente.
Le potenzialità informatiche potranno avere un utilizzazione molto più intensiva ed efficace quando la cultura delle teleconferenze ed in genere dello scambio di opinioni immediato tramite il web si affermerà.
“La Provincia – come ha sottolineato l’assessore provinciale al personale Carlo Antonini – con questi 10 progetti vuole riaffermare la validità del lavoro a distanza che rappresenta uno strumento avanzato e una proposta di qualità nel quadro del panorama del lavoro, da potenziare laddove vi siano le opzioni per questa formula da parte dei dipendenti.  La possibilità di dare vita a un progetto come questo dipende anche dal buon livello dell’organizzazione e dall’uso delle tecnologie innovative che hanno permesso la realizzazione delle postazioni lavorative esterne. Da sottolineare anche la presenza di una forte azione formativa che garantisce qualità e competenze professionali avanzate”.
I  progetti riguardano la difesa idraulica, la cultura, l’ambiente, media education, i monitoraggi sul bacino lacustre, il controllo costruzioni, i sistemi informatici e il catasto degli impianti.

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