Il Ministero della Sanità sembra averci ripensato: non sono più necessari ma le organizzazioni dei consumatori protestano e formulano sospetti

Qualche volta viene da dubitare della coerenza delle azioni di chi ci amministra.
Sono passati pochi mesi che il Ministero della Salute era recalcitrante all’idea, poi attuata, del Ministro Bersani di consentire anche negli esercizi commerciali (in genere supermercati) la vendita dei farmaci da banco. Ora si vorrebbe eliminare la presenza obbligatoria del farmacista nei “corner” degli esercizi commerciali.
“La scelta di rinunciare alla presenza del farmacista nei punti vendita dei farmaci da banco – hanno dichiarato Movimento difesa del cittadino (Mdc) e Movimento consumatori (Mc) – sarebbe una clamorosa retromarcia del Ministero della salute  sui presunti rischi per la salute dei cittadini dalla vendita dei farmaci da banco fuori dalle farmacie”.
Le due associazioni “richiamano il ministro Turco ad una maggiore coerenza e invitano il ministro Bersani ad intervenire per evitare un tradimento clamoroso delle attese dei cittadini”.
Dello stesso avviso Adiconsum che si dice contraria all’eventuale abolizione dei farmacisti nei supermercati.
Adusbef e Federconsumatori, sembrano andare oltre
l’accusa di incoerenza. Infatti si dicono preoccupate soprattutto del tentativo di bloccare il processo di liberalizzazione dei farmaci che consentirebbe la vendita di quelli con obbligo di prescrizione negli stessi esercizi in cui oggi è possibile acquistare i medicinali di automedicazione.
A detta di queste associazioni, in pratica si starebbe tentando di depotenziare il servizio negli esercizi commerciali per impedire che in questi luoghi si possano vendere anche i farmaci attualmente distribuiti solo dalle farmacie storiche.

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