Gli alibi dei tre indiziati della morte della giovane studentessa inglese mostrano tutti delle falle

Nuovi sviluppi nelle indagini sull’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia. La sua coinquilina, Amanda Knox, attualmente in carcere a Capanne, era in casa la notte del delitto: lo proverebbe la ripresa della telecamera di un parcheggio privato che l’ha inquadrata alle 20.43. Le immagini smentiscono clamorosamente la versione resa agli investigatori nei giorni scorsi, secondo la quale lei non sarebbe stata in casa, versione che era frutto a sua volta di una ritrattazione rispetto alla dichiarazione resa il 5 novembre, quando invece la ragazza americana, appena ventenne e fidanzata con il barese Raffaele Sollecito, aveva ammesso la sua presenza nell’abitazione quella notte.
Evoluzioni negative anche per l’alibi di Patrik Lumumba. Il professore svizzero che avrebbe dovuto confermare l’alibi è stato interrogato per sei ore, ma la ricostruzione non elimina tutti i dubbi: il docente avrebbe infatti sì detto di aver passato un paio d’ore nel pub del musicista congolese indiziato di omicidio, ma non è sicuro che Patrik sia rimasto nel locale per tutto il tempo. Peraltro c’è un altro particolare che fa scricchiolare l’alibi di Patrick: gli agenti della scientifica hanno accertato che alle 20.38, nella fascia oraria in cui è stato fissato l’omicidio, il suo cellulare era nelle vicinanze dell’appartamento della studentesa inglese uccisa.
Proseguono intanto i controlli nei laboratori della polizia Scientifica di Roma, controlli che sono ritenuti decisivi per la posizione di Raffaele Sollecito, il terzo indiziato dell’omicidio di Meredith. Lui sostiene che in quella casa, la sera del delitto, non c’era, ma c’è un’impronta di scarpa vicino al corpo della vittima simile a quella delle sue scarpe; senza considera il coltello che portava sempre con sé e che è compatibile con il taglio alla gola che ha ucciso la ragazza inglese. Lui continua a sostenere che quella sera era a casa sua e di aver telefonato al padre, ma sui tabulati non sarebbero state trovate tracce della conversazione.

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