Federconsumatori accusa la società di ricattare la Regione, con la soppressione di treni, per avere più soldi, mentre il servizio peggiora e diminuiscono i passeggeri

Parla di veri e propri ricatti di Trenitalia alla Regione Umbria il comunicato emesso da Federconsumatori in merito alla soppressione alcuni Eurostar in partenza dal capoluogo umbro.
Per l’associazione, sarebbe solo l’ultimo ricatto in ordine di tempo alla Regione e sarebbe finalizzato ad ottenere contributi ingenti, al fine di coprire i costi delle tratte meno convenienti, ma ovviamente trattenendo gli utili di quelle più ambite.
Secondo le ferrovie soltanto il 40% delle tratte sono in attivo: 123 treni di media e lunga percorrenza su 600. In altri tempi, una politica che veniva definita di privatizzazione dei guadagni e socializzazione delle perdite. Ma soprattutto una politica miope, che alla lunga riduce sostanzialmente il numero dei “clienti”.

“Le esperienze precedenti ci portano a pensare che ancora una volta Trenitalia stia giocando al rialzo, lo stesso sistema che usa per il trasporto pubblico locale”, ha commentato il responsabile regionale dell’associazione, Alessandro Petruzzi.
Per Federconsumatori, ai continui aumenti delle tariffe ferroviarie, spesso occultati anche da riclassificazioni di treni (da interregionali a intercity), non corrisponde un miglioramento del servizio. Lo testimonierebbero “le continue soppressioni delle fermate, l’assoluto degrado delle stazioni, le carrozze sporche e i bagni impraticabili, i ritardi dei treni e, da ultimo, anche il problema di trovare i biglietti ferroviari”, disservizio “che mette gli onesti viaggiatori alla stregua di chi sale abitualmente senza pagare il biglietto”.
Lo stesso Eurostar in realtà, “a parte il costo più elevato del biglietto, ha gli stessi tempi e fermate di un Interregionale”
Intanto il Governo ha tagliato le risorse in Finanziaria per realizzare il Piano delle ferrovie 2007-2011, già approvato nelle sue linee guida.
Mancano 250 milioni di euro per coprire le tratte di media e lunga percorrenza in perdita e 400 milioni per il servizio regionale.

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