Per Lumumba verrà chiesta la scarcerazione ed anche il legale di Sollecito si riserva di chiederla; dalle difese dei due uomini apprezzamenti poco lusinghieri per l'americana indagata

Negli sviluppi dell’inchiesta di Perugia sull’omicidio di Meredith Kercher ci sono in preparazione novità che presto verranno alla luce, mentre dalla difesa dei due uomini indagati partono frecciate verso la terza coinvolta.
Per l’avvocato Carlo Pacelli, uno dei difensori di Lumumba Diya “da una parte c’è una versione (quella del nigeriano) riscontrata da testimoni, dall’altra una accusatrice definita dallo stesso pubblico ministero spregiudicata nel mentire. Quale sia la situazione mi pare del tutto evidente”, ha commentato così gli ultimi sviluppi dell’inchiesta sull’omicidio di Meredith Kercher.
Pertanto i difensori di Patrick stanno predisponendo un ricorso al tribunale del riesame che sarà depositato presumibilmente entro la giornata di domani.
Di riscontri o meglio di mancanza di riscontri accusatori ha parlato l’avvocato Luca Maori prima di entrare nel carcere di Capanne: “dagli ultimi accertamenti compiuti sembrerebbe che non ci sia sangue sui tre coltelli sequestrati e sulla scarpa Nike” di Raffaele Sollecito.
“Vogliamo che si raggiunga la verità – ha proseguito il legale – ed è per questo motivo che non abbiamo ancora presentato istanza di scarcerazione, anche se forse gli eventi ce lo potevano permettere”.
Raffaele, aveva dichiarato che la sera del delitto era in casa a “navigare” su internet. Il difensore ha sottolineato che “se non è stato ripreso (da una delle telecamere presenti lungo il percorso, n.d.r.) significa che non è stato in quella casa e questa delle telecamere è un’altra conferma di quello che noi abbiamo sempre detto”.
L’avvocato Maori, ha anche definito nefasto, per Raffaele Sollecito, il rapporto con Amanda.

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