Il Tribunale dei minori mette fine alla lunga permanenza dei due bambini, il cui padre Roberto Spaccino è in carcere con l'accusa di omicidio, nella casa famiglia sul Trasimeno; la decisione dettata dalla necessità di allontanarli da Marsciano

Il Tribunale dei minorenni di Perugia ha deciso che i due bambini di Barbara Cicioni, uccisa a Compignano di Marsciano alla fine dello scorso maggio, e di Roberto Spaccino, il marito in carcere con l’accusa di essere l’autore dell’omicido, verranno affidati alla famiglia dello zio materno, Pierfrancesco Pangallo (fratello della nonna Simonetta) e a sua moglie Elisabetta.

La coppia di professionisti vive a Roma e ha già due figli. La scelta del Tribunale, avvenuta dopo un lungo e tormentato iter, individua anche le modalità attraverso le quali i due bambini passeranno dalla casa-famiglia dove sono ospitati ormai da più di cinque mesi.
Si tratterà probabimente di un distacco graduale, al fine di evitare ulteriori traumi.
Gli zii romani avevano fatto richiesta di affidamento dei figli di Barbara in subordine alla possibilità che gli stessi fossero assegnati alla nonna materna.
Sulla decisione deve aver pesato la necessità, evidenziata dagli psicologi, di distaccare i due piccoli da un ambiente per loro “compromesso”.

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