Il casus belli è stata l'elezione dell'ufficio di presidenza del Consiglio regionale dove, per la minoranza, i posti disponibili sono andati a Forza Italia e ad Alleanza Nazionale

Il rinnovo per la seconda parte della legislatura dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale dell’Umbria ha innescato una polemica, che era latente, tra le forze politiche di opposizione.
Come noto oltre alla conferma come Presidente di Mauro Tippolotti e quella della vicepresidente Mara Gilioni per la maggioranza, vi era stata la nomina della consigliera di Ada Urbani (FI), sempre come vicepresidente al posto dell’uscente Udc Melasecche, nonché le riconferme di Eros Brega, per la maggioranza, ed Andrea Lignani Marchesani (AN), per l’opposizione, come segretari dell’ufficio di presidenza.
L’Udc ha subito fatto presente, con la senatrice Sandra Monacelli, segretario del partito in Umbria, che ”la scelta degli alleati di centrodestra di escludere dalle cariche istituzionali della regione l’Udc rappresenta un fatto politico grave”.
“Ancora una volta Forza Italia e Alleanza nazionale hanno favorito personalismi ad una complessiva e condivisa linea politica”, ha detto la Monacelli, secondo la quale “con questo atto si arresta in modo preoccupante l’azione comune del centro destra assegnando all’Udc un ruolo autonomo fatto di assoluta inflessibilità e dichiaratamente teso ad evitare trasversalismi di comodo”.
Le conseguenze della dichiarazione del segretario regionale della Udc si vedranno nei prossimi giorni, visto che la stessa Monacelli ha dichiarato che convocherà “una direzione regionale per una più compiuta valutazione politica avendo già peraltro comunicato le vicende ai vertici nazionali del partito”.
Era stato il deputato umbro del partito di Casini, Maurizio Ronconi, a dar fuoco alle polveri parlando di una “questione politica” apertasi con il voto e minacciando “una serena ma anche determinata riflessione particolarmente proiettata già per l’immediato su alcune amministrazioni locali e nella prospettiva delle prossime elezioni amministrative”.

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