Umbria e Toscana cercano di risollevare le speranze dei malati di S.L.A (sclerosi laterale amiotrofica). L’attenzione sulle terapie contro la Sla in Italia si è intensificata nelle ultime settimane dopo che il Consiglio superiore di sanità ha deciso di dare parere contrario al trattamento dei malati con il farmaco Igf-1 o con la combinazione Igf-1/Igf-Bp3. Si tratta di medicinali non previsti dal Servizio sanitario nazionale e ottenuti da alcuni malati grazie a sentenze di tribunali.
Presto potrebbero essere trapiantate nell’uomo, le cellule staminali adulte coltivate in Italia, presso la Fondazione cellule staminali di Terni. “Le cellule, prelevate da feti abortiti spontaneamente e moltiplicate in laboratorio, sono pronte. Quando ci sarà la certificazione di sicurezza potrà partire la prima sperimentazione clinica sui malati di sclerosi laterale amiotrofica”, ha detto il responsabile del progetto, Angelo Vescovi. La certificazione è attesa nei prossimi mesi.
I test potranno avvenire in Italia se il via libera arriverà dalle autorità europee; se invece arriverà prima dalle autorità statunitensi, i test avranno luogo negli Stati Uniti.
Intanto uno dei ricercatori italiani che ha iniziato a studiare il litio contro la Sla, Francesco Fornai, professore associato del dipartimento di Morfologia umana e biologia applicata all’università di Pisa ha dato un annuncio sorprendente secondo cui il litio rallenta “con una sicurezza pari a oltre il 95%, la progressione della sclerosi laterale amiotrofica (Sla)”.
Questo sarebbe l’eccezionale risultato raggiunto da uno studio italiano condotto su 48 malati, 32 trattati con la terapia standard a base di riluzolo, 16 con il farmaco e il litio.
“A 15 mesi dall’inizio della sperimentazione nel gruppo trattato con il solo riluzolo si è assistito al decesso del 30% dei pazienti. Nel secondo non si è verificata nessuna morte, seppure la metà del campione aveva la forma più aggressiva di Sla, quella bulbare”, ha affermato il prof. Fornai.
“Secondo i parametri rilevati dalla scala neurologica per misurare la progressione della Sla, la Alsfrs-R – ha continuato Fornai – nei malati trattati con litio non abbiamo assistito ad alcun peggioramento significativo, mentre negli altri il declino era già evidente a 3 mesi. E alla fine della sperimentazione pari al 50%”.
- Redazione
- 16 Novembre 2007








