La cometa Holmes, con la sua eccezionale ed improvvisa luminosità, non è il solo oggetto celeste che ha messo in agitazione gli astronomi.
Con una luminosità almeno cento volte superiore a una tipica supernova, quella osservata l’anno scorso e dall’accattivante nome di ”SN 2006gy”, ha messo a dura prova il consolidato modello di conoscenza di questi eccezionali eventi cosmici.
Ora Stan Woosley, un astrofisico dell’Università della California a Santa Cruz ha sviluppato, secondo quanto riferisce “Le scienze”, un’idea che potrebbe spiegare la formazione di quella che è la più potente supernova mai registrata.
Si sarebbe trattato di una stella estremamente massiccia che sarebbe andata incontro non a una ma a ripetute esplosioni.
La prima esplosione avrebbe espulso gli strati esterni della stella producendo un flusso di radiazione luminosa non superiore a quella di una supernova di media grandezza.
Ma una seconda esplosione avrebbe interessato uno strato più interno della stella che si sarebbe espanso a velocità più elevata fino a collidere con il primo strato, producendo un notevole incremento di luminosità
.I due strati, così sarebbero entrati in collisione a una distanza che ha consentito la conversione in luce di tutta l’energia cinetica, rendendo l’evento cento volte più luminoso di una supernova ordinaria. Normalmente, infatti, una supernova converte in luce solo l’uno per cento dell’energia cinetica, in quanto si espande moltissimo prima che la luce possa sfuggire.
- Redazione
- 20 Novembre 2007









