L’Umbria soffre sicuramente come altre realtà del problema costituito da una giustizia, rispetto all’operato delle pubbliche amministrazioni, molto formale e poco sostanziale. Se non si conoscono i canali giusti e/o non si hanno i tanti denari necessari per affrontare lunghissimi ricorsi non si riesce a cavare un ragno dal buco della pubblica amministrazione.
Per tentare di accorciare i tempi assicurando anche la tutela non giurisdizionale dei diritti soggettivi, degli interessi legittimi e degli interessi collettivi e diffusi dei singoli e degli enti, la consigliera regionale Girolamini è riuscita a raccogliere l’unanimità dell’assemblea di Palazzo Cesaroni intorno alla nuova legge sul difensore civico regionale.
Il presidente della Commissione per le riforme statutarie, Ada Girolamini, ha spiegato che la norma precedente è stata adeguata allo Statuto ed aggiornata alla luce delle esperienze maturate.
Grazie alla maggioranza qualificata richiesta per la sua elezione il difensore sarà, c’è da augurarsi, una figura di piena e reale garanzia. La sua indennità sarà parametrata a quella di un dirigente, di fascia bassa, del Consiglio regionale.
Al difensore spetterà l’esercizio delle funzioni “previste dalle leggi statali e regionali a garanzia del buon andamento, dell’imparzialità, della legalità, della trasparenza, dell’efficienza e dell’efficacia dell’attività amministrativa“.
Funzioni che eserciterà “senza alcuna forma di dipendenza gerarchica o funzionale ed in piena autonomia“.
L’intervento del difensore civico potrà essere richiesto in riferimento a provvedimenti, atti, fatti, ritardi, omissioni, illegittimità o irregolarità riscontrate da parte di uffici dell’Amministrazione regionale; di enti o agenzie sottoposte al controllo regionale; di aziende sanitarie regionali; di concessionari o gestori dei servizi pubblici; di enti locali, limitatamente all’esercizio di funzioni attribuite o conferite dalla Regione.
Il difensore interverrà su richiesta di singoli interessati, enti e associazioni dopo che i ragionevoli tentativi per rimuovere ritardi e disfunzioni non siano andati a buon fine oppure d’ufficio, per tutti i casi di generale interesse o che “destino particolare interesse o preoccupazione nella cittadinanza“.
Entro il 31 marzo di ogni anno il difensore sarà tenuto ad inviare al Consiglio regionale una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente, segnalando irregolarità e ritardi riscontrati ed i rimedi organizzativi e normativi che riterrà necessari. Sarà il Consiglio regionale ad eleggere il difensore civico, tra coloro che avranno riposto all’avviso pubblicato sul bollettino ufficiale e che dovranno necessariamente avere la cittadinanza italiana, una laurea magistrale o un diploma di laurea del vecchio ordinamento ed una qualificata esperienza professionale nel campo giuridico amministrativo.
L’incarico di difensore civico (che dura 6 anni e non è rinnovabile) è incompatibile con ogni carica elettiva pubblica e con l’esercizio di qualsiasi attività di lavoro autonomo o subordinato, commercio o professione.
- Redazione
- 21 Novembre 2007








