La linea di difesa di Rudy Hermann Guede comincia a precisarsi, con alcuni brandelli di dichiarazioni che lo stesso avrebbe reso al giudice di Coblenza in occasione dell’udienza che doveva accertare formalmente la sua identità.
Secondo il giovane ivoriano, ad uccidere Meredith Kercher la sera del 1 novembre, nella casa di via della Pergola a Perugia, sarebbe stato un “italiano sconosciuto”. Questo sconosciuto avrebbe aggredito la ragazza, non appena la stessa è rientrata a casa e l’avrebbe accoltellata mentre Rudy, che l’aveva accompagnata, per impellenti necessità fisiologiche era in bagno.
Mentre lo sconosciuto scappava, Guede avrebbe tentato di soccorrere Meredith poi, preso dal panico sarebbe scappato anche lui.
La versione, che in alcuni punti sembra combaciare con alcune delle cose dette da Rudy nel corso dei colloqui via internet con un amico, prima di essere fermato, è comunque troppo sommaria per trarre delle conclusioni . Queste potranno venire solo quando gli inquirenti italiani saranno in condizione di interrogarlo.
La versione di Rudy comunque sembrerebbe scagionare sia Amanda Knox sia Raffaele Sollecito, perché sembra strano che nel piccolo ambiente perugino quest’ultimo fosse sconosciuto all’ivoriano.
Scagionerebbe definitivamente anche Patrick Lumumba perché pare proprio strano che Rudy possa riferirsi a lui come ad un “italiano”; più probabilmente intendeva dire “non di colore”, cosa che di uno sconosciuto si può dire, mentre è improbabile che di chi non si è mai visto si possa conoscere la nazionalità.
Peraltro sarebbe saltato fuori anche chi ha visto insieme Amanda e Raffaele, nella casa di quest’ultimo, sicuramente intorno alle 18 del 1 novembre e che ha rivisto nello stesso posto, ma al di fuori dell’abitazione, l’americana alle 20,40 circa.
Amanda avrebbe detto nell’occasione che Raffaele era ancora nella casa da cui lei era appena uscita ed anzi avrebbe invitato la testimone a salire.
La prova del Dna ha comunque confermato che Rudy Guede ha avuto un rapporto sessuale con Meredith la sera in cui la ragazza è stata uccisa. Il suo dna è stato raccolto dagli specialisti della polizia scientifica dallo spazzolino da denti del giovane ivoriano nel corso della perquisizione compiuta ieri l’altro nella sua abitazione di Perugia.
In serata è arrivata la risposta della comparazione tra il dna del ragazzo e quel dna parziale che era già stato rilevato nel corso dell’autopsia di Meredith e sul luogo del delitto. Precisamente quel dna parziale, che già si sapeva essere di un uomo e non corrispondere a Raffele Sollecito né a Patrick, era stato raccolto con un tampone vaginale. Testimoniava un rapporto sessuale che, a quanto appreso, era stato non completo e violento. Lo stesso dna era sulla carta igienica del bagno.
Viene dunque confermato che Rudy forzò quella sera ad un rapporto sessuale la giovane inglese prima della sua morte. L’impronta della sua mano insanguinata sul cuscino aveva già confermato la sua presenza nella stanza dopo la morte di Meredith.






